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TECNOLOGIA/ Il Gps tuttofare manda in pensione il radar

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Nelle scorse settimane sono stati numerosi i commenti sugli aspri dibattiti in corso in Usa sui tagli al bilancio federale, che minacciano, fra le tante cose, anche l’importante progetto Next Gen Gps, destinato a rivoluzionare le tecniche di controllo del traffico aereo.

I media hanno però dato più rilievo al fatto che il parlamento americano fatica a trovare i 22 miliardi di dollari necessari al completamento, entro il 2020, di tale progetto, che non al progetto stesso. Si tratta peraltro di una iniziativa d’avanguardia, tecnicamente complessa e dalla storia già abbastanza lunga, sulla quale vale la pena riportare qualche dettaglio tecnico in più.

Cominciamo con il richiamare alcuni concetti, forse non abbastanza noti, sulle tecniche di controllo del traffico aereo e sul sistema Gps (Global positioning system). Attualmente, lo spazio aereo nel quale si muovono i velivoli dell’aviazione commerciale è totalmente controllato, sia negli Usa che in Europa, da un complesso sistema di stazioni radar a terra, costituito dai radar cosiddetti “primari”, che sorvegliano ampi spazi individuando la presenza di qualsiasi “bersaglio” mobile, e dai radar “secondari”, che compiono un lavoro analogo, ma presuppongono la “collaborazione” del bersaglio.

Tutti i velivoli commerciali, e anche buona parte di quelli da diporto, sono in effetti obbligati a portare a bordo un dispositivo elettronico chiamato transponder, che capta il segnali dei radar secondari (i quali inviano degli impulsi codificati, tali da farsi facilmente riconoscere, piuttosto che rimanere il più possibile “nascosti”) e risponde a questo segnale con un suo codice identificativo, ed eventualmente con altre informazioni, quali quota e velocità.

Tramite questo codice, i controllori del traffico aereo possono così vedere sui radar la posizione, la quota e la velocità di ciascun aeromobile che si trovi nella loro area di competenza, senza timore che si verifichino equivoci o scambi fra velivoli, e tenere sotto controllo i loro movimenti, indirizzandoli, con opportuni messaggi radio, lungo le rotte prestabilite.

Questo sistema è ben collaudato e funziona egregiamente, ma soffre da anni, e soffrirà sempre di più in futuro, di problemi di saturazione dei flussi di traffico che è in grado di gestire (in Europa, a differenza degli Usa, il problema è esasperato dal fatto che il controllo del traffico aereo è tuttora parzialmente frammentato a livello nazionale). È in gran parte per questo che i voli commerciali sono spesso in ritardo, specie quando sono diretti verso aeroporti molto trafficati.



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