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EXTRATERRESTRI/ Da Lucrezio a “Contact”: tutti i cacciatori di Et a bocca asciutta

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Et, l'alieno protagonista di un film  Et, l'alieno protagonista di un film

Partire dalla Terra per indagare se c’è vita intelligente al di fuori del nostro Pianeta. È un approccio non scontato e ricco di sorprese, come quelle contenute nel saggio di Elio Sindoni “Siamo soli nell’Universo?” in uscita dalla Editrice San Raffaele.

C’è molto da scoprire e da capire sulla singolarità del Pianeta che ci ospita: un luogo con caratteri eccezionali e decisamente amichevole per accogliere il fenomeno vita. Un luogo unico nell’universo? «Non possiamo di certo affermarlo - risponde Sindoni - però che sia raro siamo abbastanza certi». E lo documenta. Ripercorrendo le principali fasi dell’evoluzione cosmica e i fenomeni che hanno portato l’universo a produrre gli elementi chimici che sono alla base dei viventi.

I calcoli attestano che il tempo di produzione del prototipo di vivente corrispondono alla data alla quale si stima sia comparsa la vita sulla Terra: è una corrispondenza spettacolare, che ci permette di affermare che «ci troviamo nella finestra temporale giusta e nella zona giusta della galassia in cui vi sono le condizioni necessarie per la formazione della vita».

Naturalmente, condizioni necessarie non vuol dire anche sufficienti. Così come non sono sufficienti, per sostenere la nostra unicità cosmica, tutte le sorprendenti coincidenze già scoperte nel secolo scorso da celebri fisici come Paul M. Dirac e Fred Hoyle e che hanno portato quest’ultimo, nonostante la sua professione di miscredenza, ad affermare nel 1959: «Credo che nessuno scienziato che esaminasse queste evidenze potrebbe evitare di concludere che le leggi della fisica nucleare siano state deliberatamente progettate per le conseguenze che producono all’interno delle stelle. Se è così, allora il mio apparente vagare è diventato parte di uno schema tessuto nella profondità. Altrimenti saremmo di nuovo di fronte a una mostruosa sequenza accidentale».

L’ipotesi della casualità è ancor più difficile da accettare quando si considera la comparsa sulla Terra della vita intelligente. Qui non basta proprio mettere in fila una serie di fattori puramente materiali e biologici e anche la paleontologia può solo aiutarci a rintracciare segni della comparsa dei nostri antenati una volta che questa si è verificata, ma nulla riesce a dirci sul come questo sia accaduto e tanto meno sul perché.



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