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EXTRATERRESTRI/ Da Lucrezio a “Contact”: tutti i cacciatori di Et a bocca asciutta

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Et, l'alieno protagonista di un film  Et, l'alieno protagonista di un film

A questo punto, con lo sguardo ben puntato sulla Terra, possiamo iniziare a parlare di extraterrestri, con quell’atteggiamento aperto e libero, come quello dell’autore, di chi non ha paura di affrontare qualunque problema purché l’affronto avvenga sulla base di un’attenta ricognizione fattuale e di una severa analisi dei dati sperimentali.

La caccia a Et è iniziata ufficialmente nel 1959 con il celebre articolo dei fisici Giuseppe Cocconi e Philip Morrison che proponevano di cercare i segnali di eventuali civiltà extraterrestri che volessero comunicare con noi, selezionando onde elettromagnetiche da 1,42GHz. Su quello spunto è partito un anno dopo il programma Seti (Search for extraterrestrial intelligence) che prosegue tuttora, anche se ha attraversato alterne vicende e ha visto periodi di chiusura e di sconforto.

In realtà, la caccia a Et ha radici più antiche e non solo scientifiche ed è apprezzabile l’idea di Sindoni di offrirci un’ampia e suggestiva panoramica di come esseri di origine extraterrestre siano presenti nei grandi cicli mitologici del passato e di come l’interrogativo sulla nostra unicità di esseri pensanti nel cosmo abbia attraversato le grandi civiltà greca, latina e medievale. Per poi essere assunto da celebri scienziati, da Galileo a Huygens a Newton, fino a Schiaparelli con le osservazioni dei canali di Marte. Ma anche grandi filosofi si sono cimentati nelle risposte: basti ricordare la cosmologia di Kant.

Una domanda come quella che titola questo libro, necessariamente richiede una pluralità di approcci, quindi anche i riferimenti letterari, fino alla fantascienza (scritta e filmata) non sono solo un abbellimento del testo, ma concorrono a porre il problema in una prospettiva più ampia e più completa.

Quanto alle risposte, alle quali l’autore non si sottrae, possono essere solo di due tipi: se si intende rispondere con un’opinione, allora ognuno dirà la sua; ed è questo il modo col quale normalmente si affronta la questione nei media: peccato che spesso si scambino le opinioni (più o meno argomentate e motivate) con delle “conclusioni scientifiche”.

Se invece si vuole stabilire la reale “esistenza” di qualcosa o di qualcuno, allora non resta che la strada dell’accertamento: un’esistenza si “accerta” non si “opina” e una volta accertata non può essere messa in dubbio. Finora nessuno ha accertato che Et esiste.



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