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MARTE/ Tutti i misteri del pianeta rosso

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I misteri di Marte (Fotolia)  I misteri di Marte (Fotolia)

Marte non smette di stupire. Nei giorni scorsi è apparso sulla rivista Science un articolo di un gruppo coordinato da A. S. McEven - “Seasonal Flows on Warm Martian Slopes” - che riporta risultati di grande interesse. L'articolo si basa sui dati raccolti dal Mars Reconnaissance Orbiter negli ultimi anni. La sonda, di proprietà della NASA, venne lanciata il 12 agosto 2005 con il compito di raccogliere informazioni che potessero portare a dimostrare che l'acqua su Marte sia esistita e per un tempo sufficientemente lungo, permettendo così l'eventuale sviluppo di un ambiente adatto alla vita. A pochi giorni dal sesto anniversario del lancio della sonda vengono ora pubblicate le ultime notizie provenienti dal pianeta rosso.

Si tratta di risultati provenienti da immagini che mostrano come, in alcune rare e isolate zone del pianeta localizzate nell'emisfero sud, a latitudini comprese tra i 32 e i 45 gradi, si sviluppino delle tracce scure, di larghezza compresa tra 0,5 e 5 metri, simili a piccoli canali. Queste tracce compaiono all'inizio della primavera marziana, attraversano una fase di accrescimento durante la primavera e l'estate per poi tornare a ridursi e a sparire con l'avvicinarsi dell'inverno e del freddo. L'osservazione di questo fenomeno avviene in zone dove nella stagione calda la temperatura raggiunge i 250 – 300 gradi Kelvin, cioè approssimativamente un range compreso tra i -23 e i 26 gradi Celsius, e su pendenze di 25 – 40 gradi con esposizione nord (rivolte cioè verso l'equatore).

Il fenomeno, scrivono gli scienziati autori dell'articolo, potrebbe essere spiegato dalla presenza di acqua salata nelle vicinanze della superficie del pianeta, ma i risultati ottenuti non possono dimostrare in alcun modo la presenza del liquido e resta comunque senza spiegazione il meccanismo capace di generare il fenomeno osservato. In un simile intervallo di temperature sarebbe impossibile per un flusso di pura acqua restare allo stato liquido e tanto meno sarebbe possibile per la CO2 presente in abbondanza sul pianeta.



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