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ENERGIA/ Blix (già IAEA): fissione più fusione per frenare il global warming

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Hans Blix  Hans Blix

 Ci sono stati tre gravi incidenti (quello di ieri in Francia non è stato un “incidente nucleare”, ndr), due con emissioni radioattive in atmosfera (Chernobil e Fukushima) e dobbiamo considerarli seriamente e rifletterci. Dobbiamo però anche renderci conto che gli incidenti alle centrali nucleari sono stati pochi rispetto a quelli delle altre fonti e gli incidenti più catastrofici sono avvenuti in altri tipi di centrali. In Italia ricorderete il tremendo incidente del Vajont, con un elevato numero di perdite umane per la valanga di acqua che ha travolto la valle. Quindi, nel confronto con le altre fonti il nucleare mi sembra ancora favorevole anche da questo punto di vista. Non dobbiamo considerarlo più pericoloso solo perché ci possono essere radiazioni: col carbone ci possono essere esplosioni nelle miniere e comunque emissioni di particelle, col gas ci possono essere esplosioni delle pipeline, col petrolio possiamo avere problemi di estrazione come nel Golfo del Messico e in Alaska. Ribadisco quindi che nessuna fonte è esente da rischi e il nostro compito è fare tutto il possibile per ridurre ogni rischio.

 Si evoca spesso la minaccia del global warming: quali fonti energetiche possono meglio limitarla?

 L’idroelettrico e il nucleare sono le fonti che meno danneggiano l’ambiente. Anche il solare e l’eolico non danno direttamente contributi al carico inquinante dell’atmosfera; tuttavia, sono ancora complessivamente insufficienti a fornire i quantitativi di energia necessari a sostenere lo sviluppo delle società attuali.

 Nella prospettiva di un ampliamento del ricorso al nucleare come fonte energetica, esiste il reale pericolo di un utilizzo di uranio arricchito e plutonio per gli armamenti?

 Nel normale utilizzo del nucleare per produzione di energia non abbiamo bisogno di usare uranio altamente arricchito, ci basta un basso livello di arricchimento; e non ci serve il plutonio, se non per i reattori cosiddetti breeder, ma ci sono ben pochi breeder nel mondo. Possiamo fermare l’arricchimento al 4-5% per ottenere combustibile nucleare adatto. È vero che ci sono impianti di arricchimento nel mondo che sono in grado di arrivare a livelli tipici degli armamenti nucleari e per questo è necessaria una supervisione molto puntuale e un controllo costante per garantire che stiano producendo uranio esclusivamente per i reattori civili. Un esempio controverso è quello dell’Iran: loro dichiaravano di produrre solo uranio per i reattori nucleari e per quelli di ricerca, ma c’era il reale pericolo che potessero andare oltre e portare il livello fino ad avere materiale per usi bellici. Era un rischio che richiedeva una precisa supervisione.

 Il problema delle scorie sembra essere il più critico: è davvero così difficile da risolvere?



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