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ENERGIA/ Blix (già IAEA): fissione più fusione per frenare il global warming

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Hans Blix  Hans Blix

Chi è dubbioso sulla sicurezza dei reattori nucleari a fissione ed è deluso dalle promesse non ancora realizzate della fusione termonucleare, può guardare con interesse a una nuova prospettiva che si sta aprendo e che prevede l’abbinamento delle due tecnologie, finora sviluppare su strade parallele.

È lo scenario dei sistemi ibridi fusione-fissione (per gli amanti delle sigle, FUNFI, ovvero FUsion for Neutrons and sub-critical FIssion) sui quali in questi giorni si sta svolgendo un convegno internazionale a Varenna, presso il Centro "Piero Caldirola". Il convegno è organizzato dall’università di Milano Bicocca e dal CNR di Milano in collaborazione con l’università svedese di Uppsala e la IAEA (International Atomic Energy Agency); radunerà un sessantina di ricercatori da Unione Europea, Usa, Russia, Ucraina, India e Cina.

Nella sessione conclusiva, il convegno vedrà l’intervento di Hans Blix, che poi nella serata di giovedì 15 sarà ospite del Centro Culturale di Milano all’incontro “Nucleare: nuove prospettive e nuove responsabilità”, promosso da Euresis e Fondazione EnergyLab.

Blix, già ministro degli esteri Svedese e direttore della IAEA, è noto al vasto pubblico per il suo ruolo di responsabile degli ispettori Onu inviati in Iraq prima della guerra nel 2003. Forte della sua pluriennale esperienza internazionale, ora è molto chiaro sul futuro del nucleare: «Molti sono terrorizzati al pensiero delle radiazioni nucleari e si oppongono a questa fonte energetica con le unghie e con i denti. Una risposta populista al problema è di cavalcare la paura per ottenere voti. Una risposta più seria è dire che, se la paura è giustificata, dobbiamo astenerci dall’uso del nucleare. Se non lo è, dobbiamo spiegare bene perché e poi utilizzarlo».

In vista dei suoi appuntamenti italiani, IlSussidiario.net lo ha incontrato.

 Cosa possiamo affermare oggi, dopo Fukushima, sui rischi del nucleare, anche in confronto alle altre fonti?

 Nessun sistema di generazione di energia è esente da rischi. Tuttavia, 50 anni di produzione di energia nucleare hanno mostrato che è possibile contenere i rischi e minimizzare le conseguenze negative; in questi decenni inoltre sono stati fatti molti miglioramenti tecnologici che hanno permesso di ridurre progressivamente la pericolosità. Analogamente è avvenuto per altre fonti: nel XIX secolo erano frequenti le esplosioni di caldaie, poi i progressi tecnologici e operativi hanno limitato questi rischi. Possiamo dire che la produzione energetica per via nucleare è diventata più affidabile: la capacità di funzionamento senza guasti è passata dal 70% degli anni settanta a circa il 90% attuale.

 Però il nucleare ha fatto registrare gravi incidenti …

 



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