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ENERGIA/ Blix (già IAEA): fissione più fusione per frenare il global warming

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Hans Blix  Hans Blix

Se non sembrasse paradossale, potrei dire che quello delle scorie può diventare uno dei principali punti di forza del nucleare: si tratta infatti di quantitativi così piccoli in volume, che noi possiamo isolare e inserire nella crosta terrestre da dove l’uranio stesso è arrivato. E con i nuovi tipi di centrali che si stanno progettando, i rifiuti saranno ulteriormente ridotti in volume e radioattività.

D’altra parte, anche le fonti alternative hanno un problema di rifiuti: l’85% della energia attualmente prodotta e commercializzata viene dai combustibili fossili e i rifiuti derivati dal loro impiego sono enormi e vengono immessi direttamente in atmosfera durante il normale funzionamento delle centrali, incrementando il global warming; per contro, le eventuali emissioni dalle centrali nucleari avvengono solo in caso di incidente.

È chiaro che le scorie nucleari devono essere accuratamente isolate in modo da restare innocue per centinaia di migliaia di anni; ma ciò ormai è possibile.

 Ad esempio?

 In Finlandia si stanno costruendo depositi di sicurezza e in Svezia si sta decidendo una cosa analoga e ci sono due comunità locali in competizione per ottenere l’assegnazione della location per il deposito finale delle scorie. Certo, stiamo parlando di confinamento di centinaia di migliaia di anni e chi può assicurare che durante una prossima era glaciale una massa di plutonio non possa risalire in superficie? Ma francamente sono meno preoccupato per questo che per le enormi quantità di gas serra emessi ogni giorno tramite le altre fonti energetiche e che già oggi sono una minaccia per la vita dei miei nipoti.

 Come vede la prospettiva dei sistemi ibridi fusion-fission e quali sarebbero i principali vantaggi?

 Non sono un tecnico e non posso dare una valutazione approfondita. Posso dire che, da quello che vedo in molte parti del mondo, ci sono importanti nuovi sviluppi nella ricerca per la produzione di energia per via nucleare. Uno di questi sono i sistemi ibridi, ai quali stanno lavorando molti scienziati e tecnici; e il convegno di questi giorni è una notevole testimonianza delle potenzialità di questa nuova linea. Ma ci sono ancora aspettative anche per il grande progetto ITER, per la realizzazione di un reattore a fusione. Credo che dobbiamo attenderci ulteriori novità in questo campo.

 

(a cura di Mario Gargantini)



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