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EVENTI/ Strumenti per misurarla, occhi per vederla: la luce dà spettacolo a Varenna

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Dallo splendido scenario di Villa Monastero a Varenna prenderà il via nei prossimi giorni (16 settembre) “Passion for Light - Varenna Fisica Festival”, una manifestazione internazionale interamente dedicata alla fisica, promossa dalla stessa Istituzione Villa Monastero in collaborazione con la Società Italiana di Fisica (Sif). La manifestazione proseguirà fino al primo ottobre e prevede, tra le altre cose, conferenze con importanti scienziati, laboratori interattivi e spettacoli.

Il tema della prima edizione è la “luce” declinata sotto i molteplici aspetti che questo termine può assumere nella fisica. E a dimostrare le moltissime possibilità offerte dall’argomento viene in aiuto il workshop organizzato da The European Physical Society (Eps) e dalla Sif a inaugurazione dell’evento, proprio dal titolo “Passion for Light”. Ad aprire il workshop sarà il premio Nobel Theodor Hänsch con un contributo dedicato alla “passione per la precisione”: le scoperte del fisico tedesco, come ad esempio il “pettine di frequenza”, permettono infatti una precisione elevatissima nelle misure spettroscopiche, cioè nel conoscere le lunghezze d’onda presenti in una sorgente.

Un altro premio Nobel sarà ospite del workshop, il francese Claude Cohen-Tannoudji, che racconterà i suoi esperimenti che permettono di manipolare i singoli atomi con la luce laser. Ma non sono solo i premi Nobel gli ospiti illustri, dato che partecipano anche, ad esempio, il Direttore dell’Esrf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble Francesco Sette, il Direttore del Lens (European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy) di Firenze Diederik Wiersma, il Presidente Eletto dell’Institute of Physics Sir Peter Knight, l’ex presidente del Cnr ed ex direttore generale del Cern Luciano Maiani.

In questa compagine così importante trova immeritatamente posto anche chi scrive, cui spetta parlare di “Luce e Arte, un legame indivisibile”. Non è difficile evidenziare l’indissolubilità di questa unione, ma cercherò di presentarne diversi aspetti. In primo luogo, la luce è presente all’interno dei dipinti: basti pensare alla vocazione di San Matteo di Caravaggio o al San Giuseppe di De La Tour. L’artista ha la libertà di usare la luce non solo in maniera realistica, ma potendone fare un simbolo: ecco così che il fatto che le ombre nella vocazione di San Matteo non siano corrette non è un errore, ma vuole far capire all’osservatore dove sia necessario guardare.



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