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BATTERI KILLER/ Gli antibiotici non riescono più a fermare le infezioni. L'esperto: "Le industre non investono"

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IL PARERE DELL'INFETTIVOLOGO - Secondo il professor Adriano Lazzarin, ordinario di Malattie Infettive presso l'Università Vita-Salute San Raffaele contattato da IlSussidiario.net, "siamo davanti a un problema molto serio, noto peraltro in ambiente ospedaliero da moltissimo tempo". Un problema, però, che viene citato dai media negli ultimi due o tre anni per motivi che poco hanno a che fare con l'oggetto scientifico stesso, ma per ragioni "di ordine economico, culturale e anche politico". Secondo Lazzarin, "si tratta di alcuni germi che sottoposti a trattamento antibiotico selezionano dei ceppi resistenti all'antibiotico. Questi germi  sopravvivono al trattamento stesso, hanno quindi la possibilità di trasmettersi nell'organismo dell'uomo che li ospita e di propagarsi in altri organismi umani. Si tratta di un qualcosa abbastanza frequente e preoccupante all'interno delle strutture ospedaliere mentre è meno frequente l'esportazione del batterio resistente alla popolazione generale". Anche qui però, ha precisato il professor Lazzarin, si è osservato negli ultimi anni una resistenza alle terapie antibiotiche in casi di infezioni alle vie urinarie, a gastro interite, a bronchiti: "Si stanno da tempo generando dei ceppi batterici resistenti. Si tratta di casi meno preoccupanti di quelli che si registrano in ospedale ma comunque si stanno formando due rivoli delle multi resistenze che vanno nella stessa direzione, quella di creare una massa di alcune specie resistenti alle cure antibiotiche". E' un vero allarme quello che davanti a cui ci troviamo di fronte? "Diciamo che si sta suonando un campanello d'allarme per circostanze che non sempre lo giustificano. In ospedale è un problema noto da sempre, nella popolazione generale no. E' sì un problema serio, però il campanello d'allarme viene fatto suonare in conseguenza di altre problematiche che non sono esattamente quelle mediche. Nel mio reparto combatto tutti i gironi da diversi anni con un ceppo batterico resistente a ogni cura antibiotica, ad esempio". 



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