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SPAZIO/ Uars, il satellite Nasa che si schianterà sulla Terra

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Scienziati e astronomi di tutto il mondo rimarranno nelle prossime settimane con il naso al’insù, a scrutare il cielo, in attesa di capire a quale sorte è destinata la Terra. A breve, il 23 settembre, forse, un satellite della Nasa poterebbe terminare il suo percorso spaziale precipitando sul Pianeta. L’atmosfera, in questo caso, potrebbe non rappresentare l’alleato determinante che, come al solito, riesce a fronteggiare l’avanzata della maggior parte dei corpi celesti disintegrandoli prima che cadano al suolo.

Potrebbe, infatti, accadere che, questa volta, numerosi frammenti riescano a superarla, facendo, laddove dovessero colpire, non pochi danni.

«Questo particolare satellite che aveva il compito scientifico di studiare l’alta atmosfera, era volutamente posizionato in un’orbita molto bassa, quindi era prevedibile che l’attrito atmosferico avrebbe fatto decadere l’orbita, facendo tornare prima o poi il satellite sulla Terra», aveva spiegato a ilSussidiario.net, Piero Benvenuti, docente  di astrofisica.

Il problema è che è un oggetto di dimensioni veramente grandi: si chiama UARS e fu mandato in orbita 20 anni fa, nel ’91, con lo shuttle Discovery per studiare i clorofluorcarburi che distruggono lo strato d’ozono dell’atmosfera; lungo 12 metri, largo 4, pesa sei tonnellata e mezza. Date le sue ingenti dimensioni gli scienziati ne stanno monitorando attentamente l’andamento. Possono provocarne, infatti, la caduta  - come di norma accade in questi casi  - quando si troverà a sorvolare l’Oceano Pacifico.

Secondo gli esperti potrebbero essere ben 26 i pezzi a non disintegrarsi del tutto. Non sarà, inoltre, possibile capire il loro punto di impatto prima che questo avvenga.

«Il problema – spiegava Benvenuti - è che in questi casi è difficilissimo prevedere l’orbita finale, perché l’azione dell’attrito dell’atmosfera è molto variabile. Dipende dall’assetto del satellite, da come si sta muovendo, dalla pressione della radiazione solare e da altri fattori che sono difficilmente valutabili».

La Nasa, dal canto suo, rassicura la popolazione, ricordando che in tanti anni di satelliti caduti sulla Terra, non ci sono mai stati danni.

 



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