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SPAZIO/ Il buco nero si mangia una stella e non ce lo nasconde

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L’episodio è accaduto circa 3,8 miliardi di anni fa ma solo ora riusciamo a ricostruirlo: si tratta del processo in cui un buco nero, denominato Swift J1644+57 e situato nella costellazione del Dragone, ha letteralmente divorato una stella. L’intensa ed energetica radiazione X che ne è scaturita ha investito il 28 marzo scorso il satellite Swift della Nasa (che è in orbita dal novembre 2004) innescando un’appassionata campagna di osservazioni da diversi osservatori a Terra tra cui Telescopio Nazionale Galileo dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Recentemente due articoli apparsi sulla rivista Nature, tra i cui autori figurano numerosi ricercatori dell’Inaf e dell’Asi Data Center di Frascati, rendono conto di queste ricerche. Abbiamo interpellato uno di loro, Paolo D’Avanzo che opera presso l’Inaf - Osservatorio Astronomico di Brera.

 

Che tipo di evento ha dato origine alle vostre osservazioni sul buco nero Swift J1644+57?

 

Quello che è successo è che un buco nero si e` "mangiato" una stella e la radiazione che si è liberata durante questo "catastrofico" evento è stata rivelata dagli strumenti a bordo del satellite Swift.

Quasi ogni galassia (inclusa la nostra Via Lattea) ha nel proprio nucleo un buco nero di enormi dimensioni (milioni o addirittura miliardi di volte la massa del Sole). Le regioni centrali delle galassie sono estremamente affollate di stelle e può quindi capitare che una stella si avvicini troppo al buco nero, finendone "risucchiata". Dato che la parte della stella più vicina al buco nero sente una attrazione gravitazionale maggiore rispetto a quella più lontana, nel cadere verso il buco nero la stella si deforma "allungandosi" fino a rompersi. La materia che cade verso il buco nero viene compressa dalla gravità e si scalda, emettendo radiazione.

Inoltre, nel nostro caso, non tutta la materia è caduta nel buco nero, ma e` stata invece espulsa nella direzione opposta ad una velocità prossima a quella della luce, formando un getto estremamente luminoso, la cui radiazione è stata rivelata dal satellite Swift.

 

Si è trattato di una fortunata coincidenza o era in qualche modo prevedibile?



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