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ENERGIA/ Con le microsfere di titanio il carica-batteria è una scheggia

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Efficienza. Efficacia. Materiali facilmente reperibili e a costi contenuti. Bassi costi e semplicità di produzione. Se esistessero, le tavole della legge della ricerca in ambito energetico imporrebbero senza alcun dubbio tutte queste caratteristiche a qualsiasi attività o tecnologia legata alla produzione, all’immagazzinamento o al trasporto di energia. Il problema con cui l’umanità si sta confrontando è infatti quello della realizzazione di sistemi di produzione e immagazzinamento di energia al minor costo possibile, che possano operare con efficienza ed efficacia, che lavorino su tempi brevi per raggiungere le prestazioni previste a regime e utilizzino tecnologie di facile realizzazione e bassi costi. All’interno di questo enorme settore di ricerca, una delle attività di studio e sviluppo più interessanti, confluenza della chimica, della fisica e dell’ingegneria elettronica, è rappresentato dalla produzione di batterie di nuova concezione.

Ciò che si vuole trovare sono nuovi dispositivi a costi ragionevoli per uno sviluppo industriale, che si ricarichino in tempi più brevi e che consentano di immagazzinare quantità di carica maggiori di quelli già sul mercato. Se esistesse una tecnologia per la realizzazione di batterie di questo tipo potremmo avere smartphone che durano giorni e che si ricaricano in pochi minuti, o altri strumenti elettronici come personal computer, notebook, iPad e tablet in genere. Ma potremmo pensare anche alla realizzazione di automobili elettriche di nuova concezione.

In questo contesto quello che si ricerca è un nuovo particolare modello di batteria che, oltre a richiedere tempi brevi di ricarica, riesca a condensare una grande quantità di energia. La densità di energia infatti è determinante per immaginare un utilizzo legato anche a oggetti o strumenti che necessitino di grandi potenze per funzionare, come per esempio un’automobile ibrida.

Alcuni ricercatori dell’Oak Ridge National Laboratory, guidati da Hansan Liu, Gilbert Brown e Parans Paranthaman hanno effettivamente realizzato un nuovo tipo di batteria, utilizzando biossido di titanio in batterie a ioni di litio. Il risultato ottenuto è molto interessante: il materiale utilizzato consente di incrementare l’area superficiale e conferisce una capacità di carica e scarica della batteria molto più veloce delle normali batterie al litio.

 



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