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SPAZIO/ L’universo non è più omogeneo? È presto per dirlo

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Viene indicato come “principio cosmologico” e si basa sul fatto che, osservando l'universo su scala cosmica, non c'è una posizione speciale o una direzione preferenziale. In base a ciò, gli astrofisici hanno supposto che l'universo sia omogeneo, cioè che abbia ovunque una struttura uniforme, e che sia isotropo, cioè presenti le stesse proprietà in qualunque direzione lo si osservi.
Ora però ci potrebbero essere indizi di un a sua espansione non uniforme: una nuova analisi dei dati relativi a 557 supernove dette di “tipo Ia” avrebbe mostrato la possibile esistenza di una anisotropia cosmologica; in particolare, avrebbero suggerito che l'espansione dell'universo nella direzione di una piccola parte dell'emisfero settentrionale galattico stia accelerando a un ritmo più veloce di quanto non accada nelle altre direzioni.
Lo segnalano in un recente studio Rong-Gen-Cai e Zhong Liang Tuo dell'Accademia delle Scienze cinese di Pechino, che hanno iniziato a far circolare sul web le loro ipotesi basate sull’analisi delle supernove Ia; le supernove di questo tipo vengono utilizzate dai cosmologi come "candele standard" per misurare le distanze cosmiche con elevata precisione. Quello cosmologico è uno principio basilari della moderna cosmologia e prima di mandarlo in soffitta bisogna raggiungere livelli di certezza ben fondati.
Ci aiuta ad avvicinarci al tema Carlo Baccigalupi, professore presso il Settore di Astrofisica alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste. «L'Universo è localmente non omogeneo e non isotropo, popolato da strutture cosmiche che si sono formate in seguito alle fluttuazioni, di natura probabilmente quantistica, impresse nei primissimi istanti, delle quali abbiamo ormai un'immagine molto nitida nelle anisotropie del fondo di microonde osservate recentemente dal satellite Planck dell'ESA e dagli esperimenti precedenti. Proprio le ultime osservazioni, che ci fanno per così dire osservare il cosmo da “lontano”, indicano che in un intervallo di scale compreso fra le decine e il migliaio di milioni di anni luce, l'Universo ha una transizione e diventa descrivibile come statisticamente isotropo e omogeneo».



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