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CERN-GRAN SASSO/ Neutrino: una misura non basta. Sono già iniziate altre verifiche

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Il tempo di partenza del neutrino dal Cern, che è emesso dal decadimento in volo di un muone, è conosciuto con una precisione di 0,2 nanosecondi (1 ns è un miliardesimo di secondo). La distanza fra il punto di partenza dal Cern e il punto di arrivo al rivelatore nel Gran Sasso è misurato in modo geodetico con una precisione di 20 cm. Ciò è quanto scrivono e dichiarano i fisici che hanno fatto la misura.

Dal confronto tra il tempo misurato e il tempo predetto dalla velocità della luce nel vuoto, si ottiene una differenza negativa di 60 ns [precisamente 60.7 ± 6.8 (errore statistico) ± 7.4 (errore sistematico)]. Quindi i neutrini avrebbero dovuto viaggiare con una velocità superiore a quella della luce nel vuoto; la velocità dei neutrini eccede quella della luce per una frazione pari a 0,0000248.

La misura molto complessa perché si basa sulla misura dei tempi di partenza dal Cern, sui tempi di arrivo al rivelatore Opera, sulla misura della distanza e dell’esatta posizione del rivelatore, sull’analisi e sulla valutazione dei dati raccolti. Quindi un’estrema cautela è di rigore. In aggiunta vi sono delle discrepanze fra questa misura e quanto osservato nel 1987 rivelando i neutrini emessi dall’esplosione di una Supernova appartenente alla nostra Galassia.

In questo caso la distanza tra la Supernova e la Terra era di 150 anni luce e la misura è stata fatta in coincidenza con l’arrivo dei fotoni emessi dalla Supernova stessa. In quel caso non sono state osservate discrepanze (sulla base dei risultati di Opera i neutrini avrebbero dovuto arrivare 3,7 anni prima dei fotoni). Vi è però una differenza: i neutrini della Supernova hanno un’energia massima di circa 20 Mega elettron-Volt, mentre quelli di Opera hanno un’energia media di circa 17 Giga elettron-volt. Quindi potrebbe darsi che l’effetto dipenda dall’energia cinetica dei neutrini.

 



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COMMENTI
28/09/2011 - L e prove della Relatività (Giorgio Guidi)

Chiedo all'autore a che cosa si riferisce quando scrive che "Però le misure in questione non hanno in generale precisioni di 1 decimillesimo". Se intende che la Relatività Ristretta e la Relatività Generale non hanno riscontri sperimentali più precisi della misura di velocità dei neutrini che egli indica in 0,0000248, cioè dell'ordine del centimillesimo.