BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CERN-GRAN SASSO/ Neutrino: una misura non basta. Sono già iniziate altre verifiche

Al di là dei sensazionalismi massmediatici, spiega GIANPAOLO BELLINI, le scoperte del Cern sui neutrini richiederanno ancora anni di correzioni prima di arrivare ad una conclusione.  

Foto Ansa Foto Ansa

La scienza ha i propri tempi e prima di considerare sicura una scoperta occorrono svariate verifiche. Quando Planck, all’inizio del ‘900, sviluppò la sua teoria della quantizzazione - che spiegava il comportamento dello spettro di corpo nero attraverso l’idea che l’energia fosse trasportata in modo discontinuo, per granuli (i fotoni) - la discussione andò avanti per quattro anni e fu accettata solo quando Einstein diede la spiegazione dell’effetto fotoelettrico, utilizzando il concetto di fotone, appunto.

Così questa misura del rivelatore Opera dà l’avvio a un confronto fra scienziati che si concluderà solo quando si comprenderanno le discrepanze con altre misure e altri esperimenti valideranno o inficeranno il risultato. Però siamo in tempo di predominio dei mass-media e in una cultura dell’immagine. Ne segue che una discussione che coinvolge esperti di questa materia viene comunicata al pubblico come una cosa già assodata o addirittura ci tocca di sentir dire da persone, che evidentemente non sanno di cosa si stia parlando, che questa “scoperta” mette in dubbio il concetto di causa-effetto!!!

La misura sperimentale di cui si parla è stata eseguita dall’esperimento Opera, istallato nei laboratori sotterranei del Gran Sasso. Lo scopo dell’esperimento è quello di studiare la cosiddetta “oscillazione dei neutrini”, l’effetto cioè per il quale i neutrini, che in generale portano con sé memoria indelebile della propria nascita (cioè se vengono prodotti con un elettrone oppure dal decadimento della particella detta m , “muone” oppure ancora dalla particella denominata t), durante il loro cammino possono perdere tale memoria e quindi, ad esempio, un neutrino-elettrone può diventare un neutrino-muonico e un neutrino muonico può diventare un neutrino tauonico. Opera fa questo studio rivelando neutrini-muonici prodotti all’acceleratore del Cern di Ginevra e inviati al Gran Sasso percorrendo un cammino di circa 730 km.

La misura dei tempi di partenza dal Cern e dei tempi di arrivo al Gran Sasso può essere fatta con alta precisione attraverso un GPS (Global Positioning System), che utilizza il segnale emesso da antenne, e un orologio atomico al Cesio.


COMMENTI
28/09/2011 - L e prove della Relatività (Giorgio Guidi)

Chiedo all'autore a che cosa si riferisce quando scrive che "Però le misure in questione non hanno in generale precisioni di 1 decimillesimo". Se intende che la Relatività Ristretta e la Relatività Generale non hanno riscontri sperimentali più precisi della misura di velocità dei neutrini che egli indica in 0,0000248, cioè dell'ordine del centimillesimo.