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BIOSCIENZE/ Il "veleno" per i microbi che sfida la tubercolosi

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Lo studio mostra che, nonostante sia tossico, quando viene ingerito in quantità troppo elevate, lo zinco può essere benefico per il sistema immunitario quando viene usato dalle sue cellule per avvelenare i microbi. Oltre a riaprire il dibattito sull’integrazione alimentare, queste scoperte potrebbero anche portare a nuovi antibiotici in grado di bloccare l’azione delle pompe dei microbi sui metalli o a nuovi ceppi indeboliti per i vaccini, che sono già stati sperimentati come possibili vaccini.

Grazie all’utilizzo di approcci di profilatura trascrizionale, la genomica comparativa offre un’opportunità altamente innovativa di decifrare le interazioni del Mycobacterium tuberculosis con il sistema immunitario. In particolare, si pensa che le prime interazioni tra il bacillo Mycobacterium tuberculosis e le cellule ospiti giochino un ruolo cruciale nella preparazione della risposta immunitaria di protezione e nel determinare l’esito dell’infezione.

La scoperta di questo nuovo meccanismo naturale di difesa contro le infezioni ha delle implicazioni per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e per la sperimentazione di nuovi possibili vaccini. Gli scienziati devono ora capire se esistono dei meccanismi equivalenti per altri metalli pesanti, come, ad esempio, il rame.

 

(Michele Orioli)



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