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BIOTECNOLOGIE/ Il biocarburante che nasce piegando le molecole

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Un’area in cui può essere applicato il tutto è quella implicata nella produzione di biocarburanti avanzati. Attualmente i biocarburanti (bioetanolo, biodiesel) sono prodotti dalla biomassa di piante di interesse agro-alimentare come il grano e il mais. La necessità è di avere grandi aree in cui coltivare piante destinate non solo all’alimentazione, ma alla raccolta di biomassa (foglie, fusti, granella) destinata alla produzione di biocarburante. Come è riportato dalla rivista PNAS del 13 dicembre 2011, le prospettive sono quelle di ingegnerizzare un batterio modello, Escherichia coli, in modo da generare nuovi ceppi capaci di bio-sintetizzare una vasta gamma di molecole chimiche come idrogeno, alcoli, acidi grassi e terpeni.

Una significativa sfida è quella di ottenere ceppi batterici di E. coli capaci di sintetizzare grandi quantità di un particolare enzima, la glicoside idrolasi (GH), in grado di convertire la lignocellulosa in zuccheri fermentabili. Diventa perciò possibile la manipolazione di microrganismi che porta all’ottenimento di nuovi ceppi di E. coli capaci sia di aumentare la digeribilità degli zuccheri complessi (cellulosa, emicellulosa, lignina), presenti nelle pareti cellulari dei tessuti delle piante, sia di produrre idrocarburi con proprietà simili ai combustibili derivati dal petrolio. Ciò ridurrà sicuramente i costi per la produzione di biocarburanti avanzati derivati da biomasse vegetali non incluse nella catena alimentare.

Infine, gli scienziati stanno applicando la progettazione e la modellizzazione del complesso ripiegamento della sequenza di RNA in un altro ambito per incrementare la sicurezza e l’efficacia delle terapie mediche di patologie tra cui il diabete e il Parkinson.

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