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SPAZIO/ Dopo la "lampada", la Luna esce dall’ombra

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Un risultato ancora più inaspettato, segnalato dai ricercatori del Swri, è che la nuova tecnica Lyman-alfa usata da Lamp per misurare l’albedo lunare indica una più alta porosità della superficie nelle aree Rsp e supporta il modello a lungo ipotizzato del cosiddetto “castello delle fate”, cioè di una superficie costellata da tenui grani superficiali. I confronti con le ulteriori mappe che Lamp realizzerà utilizzando i dati raccolti dal lato diurno della Luna, si rivelerà utile per saperne di più sulla presenza di acqua ghiacciata, così come sulla porosità della superficie. Il team di Lamp è anche desideroso di applicare la tecnica Lyman-alpha in altre aree della Luna e su altri corpi del sistema solare come, ad esempio, sul butterato Mercurio.

Le scoperte di Lro sembrano essere preziose per le valutazioni che si dovranno fare in vista della possibile costruzione di una base lunare permanente. Le regioni della Luna sempre in ombra si stanno rivelando come alcuni dei luoghi più esotici del sistema solare, meritevoli di future esplorazioni, dicono al Swri: l’eventuale scoperta di acqua gelata e di altre sostanze utili in quelle zone potrebbe anche ridurre la necessità di trasportare le risorse dalla Terra su una base al polo lunare.

 

(Michele Orioli)



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