BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FISICA/ Luce verde invisibile. Ma solo per 50 miliardesimi di millisecondo

Pubblicazione:

Fonte: Fotolia  Fonte: Fotolia

Cosa è la luce? E' una delle moltissime domande della scienza che appaiono ovvie, ma che, quando si cerca di darne una definizione impeccabile, può mettere in estrema difficoltà. Non c'è alcun dubbio però che una buona risposta assai accettata è che la luce sia un'onda elettromagnetica.

Quando si vuole visualizzare il concetto di onda si ricorre spesso all'onda del mare che tutti abbiamo ben presente. Immaginiamo ora di scattare una fotografia all'onda del mare: in questo modo avremo in un certo senso "congelato" l'onda. Abbiamo così fermato il tempo e possiamo osservare l'onda in tutta la sua evoluzione nello spazio. Vi saranno punti in cui l'onda sarà alta, fino a toccare il suo massimo, e punti in cui l'onda scenderà.

Immaginiamo adesso non di fotografare la nostra onda, ma di metterci in un certo punto del mare e di osservare, mentre il tempo passa, il livello cui l'acqua arriva in quel punto. In certi istanti l'acqua sarà al livello massimo, per poi scendere di nuovo verso il minimo e ripartire. In questo caso possiamo dire che abbiamo bloccato lo spazio e osserviamo l'evoluzione temporale dell'onda. Ma la forma dell'onda che osserveremo sarà in pratica la stessa.

Cosa intendevamo far notare con questo esempio? Che per quel che riguarda le onde l'evoluzione nel tempo e nello spazio sono in un certo senso due facce della stessa medaglia, che possono quindi avere comportamenti simmetrici (chi ama la matematica potrebbe qui apprezzare il fatto che la rappresentazione matematica delle onde presenta infatti in maniera esattamente simmetrica il tempo e lo spazio). Ma, se questo è vero, molti dei concetti che si applicano alla luce che avanza nello spazio possono essere applicati anche alla luce che evolve nel tempo.

L'ultima conferma di questa affascinante simmetria si ha in un recente articolo di Moti Fridman, Alessandro Farsi, Yoshitomo Okawachi e Alexander L. Gaeta pubblicato da Nature. Avevamo già avuto modo di parlare su Ilsussidiario.net  della possibilità di realizzare il mantello dell'invisibilità: in pratica si tratta di avere dei materiali che siano in grado di riflettere la luce che arriva su di essi in modo da curvarla e farla ripartire seguendo la direzione di provenienza. Per fare lo stesso esempio che c’è nell’articolo di Nature, questi materiali si comportano nei confronti della luce come una rotonda posta a un incrocio si comporta sul flusso delle macchine che avanzano: le macchine girano attorno alla rotonda e ripartono in avanti. Una persona che osservasse le macchine alcuni metri prima e dopo la rotonda potrebbe anche non accorgersi minimamente della deviazione che hanno subito.



  PAG. SUCC. >