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SPAZIO/ Missione compiuta per uno dei due "occhi" di Planck

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Una rappresentazione di Planck (Credits ESA - C. Carreau)  Una rappresentazione di Planck (Credits ESA - C. Carreau)

Lo scopo di tutto ciò è raccogliere osservazioni del fondo cosmico di microonde (Cosmic microwave background, Cmb), la prima luce dell’universo, con estrema sensibilità (pochi milionesimi di Kelvin) ed elevata risoluzione angolare (10 arcmin). I fotoni della Cmb riempiono uniformemente ogni angolo dell’universo (ce ne sono precisamente 441 in ogni centimetro cubo dello spazio) e ci raggiungono dopo un viaggio di 14 miliardi di anni consentendoci di ascoltare, per così dire, i primi vagiti del cosmo, emessi molto prima della formazione delle galassie, delle stelle e di ogni altra struttura.

 

Quindi volete capire cosa è successo con il Big Bang?

 

Lo scopo principale della missione è di gettare luce sui primissimi istanti della storia dell’universo, e l’analisi dei dati è in corso. Ma oltre a scandagliare il Big Bang, Planck sta svelando molti segreti dell’universo a bassa temperatura, gettando luce su fenomeni che vanno dal fondo cosmico infrarosso prodotto dalla nascita delle prime galassie (nelle quali la formazione di nuove stelle era fino a mille volte più rapida di oggi), all’impronta di ammassi e superammassi di galassie in collisione, fino alla formazione di nuove stelle nella Via Lattea. I primi risultati astrofisici di Planck sono stati pubblicati un anno fa, nel gennaio 2011, e nuove scoperte saranno annunciate in una conferenza internazionale che si terrà a Bologna il mese prossimo.

 

La notizia di oggi è comunque la fine della vita (end-of-life, si dice tecnicamente) di Hfi. Come ha vissuto personalmente la conclusione di questa prima tappa?

 

Fa uno strano effetto, dopo aver condiviso per quasi vent’anni il lavoro di sviluppo e operazione dei due strumenti Lfi ed Hfi, il pensiero che ora uno dei due occhi di Planck si sia chiuso, abbia smesso di vedere: il nostro Lfi da oggi è un po’ più solo. Ma su questa punta di malinconia domina la soddisfazione per quanto è stato ottenuto finora, e soprattutto la trepidazione per quello che ancora deve succedere. Nei prossimi mesi, infatti, ci aspetta il rush finale: nel 2013 è prevista la pubblicazione dei risultati cosmologici, la cui delicatissima analisi è appena incominciata. Come in ogni avventura, anche in questa di Planck ci si sente sempre all’inizio!



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