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PROTAGONISTI/ Teilhard de Chardin, l’uomo che misurava il muoversi della vita

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La riflessione di Teilhard sull’avvenire dell’uomo si confrontava con «un’ondata di scetticismo inquieto» che stava spegnendo l’entusiasmo per i progressi ottenuti dall’umanità e istillava il dubbio che l’uomo non stesse avanzando; «dubbio mortale, se non si sta attenti, perché tende direttamente a uccidere, con il gusto di vivere, la forza viva dell’Umanità». D’altra parte, tutta l’indagine scientifica mostra che il mondo è il risultato di un “movimento” e anche psicologicamente, osservava Teilhard in una “Nota sul progresso” del 1920, «l’immobilità non ha mai entusiasmato nessuno!».

Il paleontologo ha dalla sua la capacità di individuare quei “movimenti lenti” che non si riescono a percepire direttamente, ma che segnalano l’evolversi del cosmo e della vita; e, nella «curva tracciata dalla Vita, l’Uomo occupa indiscutibilmente la sommità; ed è anche lui che, con la sua comparsa e la sua esistenza, finisce per dimostrare la realtà e definire l’andamento della traiettoria: “il puntino sulla i”». È quindi una questione di dati e di fatti: «Il movimento cosmico verso più coscienza non è un’illusione ottica, ma esprime l’essenza stessa dell’evoluzione biologica».

Ed ecco allora la domanda cruciale: il movimento continua? «Possiamo seriamente parlare di un Futuro dell’Umanità?». Qui Teilhard non vuole fare il futurologo ed è ben consapevole di «quanto sia pericoloso, scientificamente, prolungare una curva al di là dei fatti, cioè estrapolare». Tuttavia constata che l’umanità ha ancora un grande potenziale di progresso e lo scenario fisico nel quale svilupparlo non mostra indizi significativi di un imminente collasso. Ciò ha delle conseguenze su ciascuno di noi, perché l’evoluzione «si carica sempre più di libertà» e «non tutte le direzioni sono buone»; per lui «una sola fa salire: quella che attraverso una maggiore organizzazione conduce a più sintesi e più unità».

La vita quindi si muove verso l’unificazione. Ma non può fare a meno delle nostre decisioni e delle nostre opzioni. Così Teilhard non può evitare di concludere la sua riflessione con la proclamazione della visione sintetica che ha animato tutta la sua ricerca: «In verità, più mi sforzo, con simpatia e ammirazione, di misurare alla luce della Paleontologia gli immensi movimenti della Vita passata, più mi persuado che questo gigantesco sviluppo, del quale nulla riuscirà ad arrestare la marcia, non raggiungerà il suo termine se non cristianizzandosi».



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COMMENTI
03/01/2012 - La visione Cristocentrica dell'avvenire (Mattia De Giosa)

Complimentandomi per la scelta del soggetto di questo articolo e legandomi all'ultima frase che lo conclude, vorrei segnalare un passo de - L'avvenire dell'uomo visto da un paleontologo - (saggio presente nel volume presentato nell'articolo) in cui Pierre Teilhard de Chardin scrive «... più io tento di approfondire la questione fondamentale dell'avvenire della Terra, e più credo d'avvertire che il principio generatore della sua unificazione non dev'essere ricercato, in ultima analisi, nella sola contemplazione di una medesima verità, e neppure nel solo desiderio suscitato da un qualche cosa, ma nell'attrazione comune esercitata da un Qualcuno identico per tutti. Infatti, da una parte, in fin dei conti, tutto ben considerato, l'unica cosa in grado di attuare pienamente la sintesi dello spirito (unica definizione possibile del progresso) é l'incontro centro a centro delle unità umane quale può realizzarlo un reciproco amore comune. E, d'altra parte, tra elementi umani, innumerevoli per natura, esiste un solo modo possibile di amarsi: sapere di essere supercentrati tutti insieme in uno stesso «ultracentro» comune, in cui ciascuno possa trovare la perfezione del proprio compimento solo mediante l'unione. «Amatevi gli uni gli altri, riconoscendo in fondo a ciascuno di voi lo stesso Dio che sta nascendo.» Questa parola, pronunciata per la prima volta duemila anni fa, tende a rivelarsi oggi quale legge strutturale essenziale di ciò che noi chiamiamo progresso ed evoluzione»