BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TECNOLOGIE/ Quando con l’elettricità si curava ogni male

Pubblicazione:

Foto Fotolia  Foto Fotolia

A partire dal XIX secolo al fascino ludico e ricreativo suscitato dalle scintille venne rapidamente sostituendosi il fascino della tecnologia, incarnazione del potere di una nuova scienza che era ora in grado di dominare la corrente, capace di addomesticarla per rivoluzionare la vita quotidiana. La pila, il telegrafo e la lampadina furono gli esiti più noti di questo cambiamento. Meno noto è che la scoperta dell’induzione elettromagnetica e le ricerche nel campo della fisiologia sperimentale condotte tra Parigi e Berlino portarono, verso la metà del XIX secolo, a una rinascita dell’interesse nei confronti del potere sia diagnostico che terapeutico dell’elettricità. In particolare, gli studi condotti in Francia da Duchenne de Boulogne (verso il 1855) e da Robert Remak in Germania innescarono un nuovo dibattito tra chi applicava la medicina elettrica utilizzando correnti indotte (o faradiche) e chi, dall’altra parte, preferiva le correnti continue o galvaniche.

Il dibattito si protrasse fino a primi decenni del ’900: ebbe come esito da un lato il tentativo di applicare l’elettricità allo studio e alla cura di patologie che spaziavano dalla paralisi al “disordine psichico”; dall’altro il proliferare di una pletora di macchine, congegni e tecnologie mediche che si riversarono sul mercato, adottate sia da saltimbanchi e ciarlatani, sia da professionisti impiegati nei reparti di elettroterapia degli ospedali. Molte di questi apparecchi e metodiche sarebbero cadute presto nell’oblio, altre avrebbero resistito più a lungo.

Ancora in un manuale di elettroterapia del 1923, si poteva leggere: “La materia non è altro, in ultima analisi, che elettricità e ogni manifestazione vitale è trasformazione di energia, cioè di elettricità, e ogni fenomeno vitale è accompagnato da elettricità. Da questo necessariamente risulta che il mezzo più naturale ed energico per poter comunque modificare la vita organica, per esaltarla quando è depressa, per trasformarla quando è deviata, per sopirla quando è eccitata, è rappresentato appunto dall'elettricità”. Potremmo classificare simili affermazioni come semplice propaganda commerciale, ma in esse si coglie anche l’eco della visione positivistica del mondo che si era diffusa a cavallo fra Ottocento e Novecento.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >