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PAPA/ 2. Quei sapienti (i Magi) contagiati "dall’inquietudine di Dio"

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In queste limpide serate invernali nel cielo brillano due astri molto luminosi, uno verso Ovest al seguito del Sole già tramontato, e l’altro più alto nella volta celeste non lontano dallo Zenit: sono Venere e Giove, due dei cinque pianeti visibili ad occhio nudo. Accade talvolta, ma molto di rado, che due pianeti appaiano allineati in modo da formare ai nostri occhi quasi la luce di un’unica luminosissima stella. Ancor più raramente, circa una volta al millennio, può succedere che tre pianeti vengano a congiungersi: è quello che accadde a Giove, Saturno e Marte esattamente 2019 anni fa, ed è probabilmente questo il fenomeno astronomico cui si riferiscono i vangeli nel racconto del viaggio dei Magi d’Oriente verso Betlemme (fra l’altro la lieve discrepanza nella datazione collimerebbe con un errore, proprio di 7 anni, introdotto nel VI Secolo da Dionigi “il Piccolo”). Meno accreditate invece sono l’ipotesi della cometa, resa popolare dalla Natività di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, e quella della Supernova: in entrambi i casi mancano sufficienti riscontri storici e astronomici.

A queste congetture ha fatto riferimento il Santo Padre nella sua omelia per la festa dell’Epifania, non senza un cenno di accurata descrizione: «Si è molto discusso su che genere di stella fosse quella che guidò i Magi. Si pensa ad una congiunzione di pianeti, ad una Supernova, cioè ad una di quelle stelle inizialmente molto deboli in cui un’esplosione interna sprigiona per un certo tempo un immenso splendore, ad una cometa, e così via. Continuino pure gli scienziati questa discussione…»

La “stella” che ha accompagnato la nascita di Gesù, qualunque fosse la sua natura fisica, identifica la partecipazione dell’universo intero a quell’avvenimento, apparentemente piccolissimo, eppure decisivo per la storia dell’umanità e della realtà tutta. Ma la cosmicità (cattolicità) dell’evento cristiano è soprattutto nel suo essere risposta al cuore di ogni uomo, qualunque sia la sua storia e la sua tradizione, «grandi e piccoli, re e servi, uomini di tutte le culture e di tutti i popoli». Il Papa si è così immedesimato nella figura dei Magi, questo piccolo gruppo di scienziati (la tradizione dice che erano in tre, ma il vangelo non ne precisa il numero, si dice solo “alcuni Magi”), molto probabilmente astronomi, che vanno a unirsi all’altro gruppetto, quello dei semplici pastori che abitavano le terre intorno a Betlemme, nel rendere omaggio al piccolo Gesù.



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COMMENTI
09/01/2012 - Tutti Re Magi inquieti e lieti (claudia mazzola)

Il giorno dell'Epifania io non so quale stella abbia condotto me e tantissime altre persone al Santuario di Caravaggio. So solo che usciti di là avevamo voglia di raccontarlo al mondo intero.