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GPS/ Galileo gioca il poker e assicura la navigazione satellitare di precisione

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Nell’aprile scorso sono stati completati i test che hanno convalidato le performance dei primi due satelliti operativi della costellazione “Galileo”, lanciati nell’ottobre 2011. Ora sono pronti gli altri due satelliti gemelli che questa sera, alle 20:15 dallo spazioporto di Kourou (Guiana Francese), decolleranno per unirsi ai primi e continuare la fase di validazione in orbita (Iov, In-orbit validation) del sistema fino al suo completamento.

Il programma Galileo costituisce l'iniziativa europea per un sistema di navigazione satellitare globale allo stato dell'arte, sviluppata congiuntamente dall'Unione europea e dall'Agenzia spaziale europea (Esa). La fase di definizione e sviluppo così come la fase Iov del programma Galileo sono gestite dall'Esa e co-finanziate dalla Commissione europea. La fase Foc (Full operational capability) del programma è gestita e interamente finanziata dall'Unione europea.

Questa fase di validazione in orbita è un passaggio importante per l’intero programma: quattro è il numero minimo di satelliti richiesto per correzioni di navigazione, permettendo all'intero sistema di essere testato ogni volta che i satelliti sono visibili nel cielo. Le attività di collaudo vengono svolte al Centro spaziale del Fucino di Telespazio e al Centro dell'Esa di Redu (Belgio), specializzato nel controllo di satelliti di telecomunicazione. 

I primi due satelliti avevano superato brillantemente i test: in particolare al Fucino i test prevedevano la ricezione e quindi la validazione della funzionalità dei segnali criptati che consentiranno l'offerta dei servizi Galileo Prs (Public regulated services – Servizi pubblici regolamentati) a enti governativi, organi di sicurezza, Protezione civile. Sempre al Fucino si trova il centro di controllo dedicato alla gestione della missione e del segnale Galileo; mentre a Oberpfaffenhofen, vicino a Monaco di Baviera, Spaceopal ha realizzato il centro che controllerà la costellazione satellitare: entrambi i centri comunque potranno gestire sia le attività di controllo della costellazione che le attività di missione. Nel frattempo, una rete mondiale di stazioni di Terra, dalla Nuova Caledonia all'Antartide, controlla continuamente l'accuratezza dei segnali di Galileo.

Adesso i due satelliti sono là, sistemati sul lanciatore Soyuz ST-B e precisamente a bordo quarto stadio Fregat che li porterà per la maggior parte del percorso verso l'orbita finale a 23.222 km di altitudine. Nei giorni scorsi sono stati agganciati a un distributore appositamente costruito per tenerli fermamente in posizione durante il lancio per poi essere rilasciarli lateralmente in direzioni opposte una volta in orbita. Delle speciali lastre di alluminio sono state aggiunte sui lati dei satelliti per proteggere i loro delicati pannelli solari; in seguito saranno rimosse.



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