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GIORNATA DELL’ALIMENTAZIONE/ La sicurezza in tavola passa dal laboratorio

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Ci sono applicazioni interessanti delle nanotecnologie, che possono incidere proprio sul tema della sicurezza alimentare. Penso ad esempio ad alcune innovazioni nel packaging, dove ci sono pellicole per alimenti trattate con procedimenti nanotecnologici tali da metterle in grado di cambiare colore se un alimento è contaminato o se sta scadendo. Poi ci sono delle applicazioni futuribili, come quelle che prevedono di aggiungere nanoelementi dolcificanti in prodotti utili per la salute, ma che non verrebbero assunti per il loro sapore sgradevole. E altre ancora.

 

Come è il rapporto tra alimentazione e ricerca scientifica; sta cambiando qualcosa?

 

È un rapporto sempre più intenso. Si è capito che c’è un nesso forte tra alimentazione e salute e che un certo tipo di alimentazione e di abitudini alimentari può risultare determinante per prevenire alcune malattie croniche o certi tipi di tumori. Quindi industrie alimenti interessate allo sviluppo di nuovi prodotti in questa direzione della prevenzione: basti pensare al Danacol per quanto riguarda il controllo del colesterolo. Poi c’è tutto il capitolo della nutrigenomica, cioè lo studio di come gli alimenti possono influire sull’espressione dei nostri geni: è la possibilità non solo di capire tutto il grosso capitolo delle allergie e delle intolleranze alimentari, ma di come il mangiare certi cibi che contengono certe molecole può aumentare o diminuire il rischio di contrarre certe malattie.

 

L’Expo 2015 potrà dare un impulso in questo senso?

 

Me lo auguro. Certo, sarebbe bello se l’Expo investisse finanziando in ricerche del genere, sarebbe un bel lascito di una manifestazione come questa: un lascito a livello della conoscenza, che come tale resta per sempre e diventa patrimonio di tutti.



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