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GEOSCIENZE/ Gli scienziati della Terra scendono “in campo”

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Si toccano ambiti diversi che spaziano dall’economia all’agricoltura e dalla salute alla sicurezza nei loro diversi aspetti - energia (petrolio, metano, geotermia), risorse, acqua (ogni volta che si apre un rubinetto bisogna pensare che dietro c’è comunque almeno uno scienziato della Terra), suolo (il cibo che mangiamo è direttamente collegato a questo elemento), clima, infrastrutture, mobilità, difesa dai pericoli naturali, geomateriali (computer, cellulari, materiali per biotecnologie, contenitori per prodotti alimentari, pannelli solari, materiali ceramici, materiali per l’edilizia, ecc.), tutela dei beni naturali e culturali. In tal modo le Scienze della Terra influenzano stili di vita e costituiscono le fondamenta sulle quali costruire uno sviluppo armonico della società.

 

Cosa si intende per “ruolo strategico della Scienze della Terra per il futuro della società”?

 

Vuol dire che le scienze della Terra dispongono degli strumenti tecnico scientifici per far fronte alle principali sfide in campo ambientale che dovrà affrontare il nostro Paese, ma non solo. La disponibilità di acqua prima di tutto, in termini di quantità e di qualità, la mitigazione dei danni dovuti a pericoli naturali, la salute, la transizione verso energie da fonti rinnovabili, a cominciare dalla geotermia: questa è una risorsa di cui il nostro Paese dispone ma che non viene ancora sufficientemente utilizzata. Ma anche il supporto all’individuazione ed all’utilizzo di nuovi materiali, ecc.

In tempi di ristrettezze economiche come quelle odierne si deve sapere che la comunità delle geoscienze italiana può contribuire in modo tangibile alla ripresa del Paese, come già ha fatto in altri momenti cruciali della sua storia: agli albori, quando il nuovo stato unitario ebbe un forte bisogno di conoscere le sue risorse naturali abbinato alla necessità di adeguare il territorio del Regno a quello degli altri stati europei, potenziando o costruendo ex novo strade, ferrovie, acquedotti, reti fognarie, canali. Nel 1861 Quintino Sella avvio il primo progetto di carta geologica nazionale. Poi durante la fase di sviluppo dell’idroelettrico e, soprattutto, con la scoperta degli idrocarburi, i geologi contribuirono a garantire risorse energetiche al Paese.

 

Tra i tanti geoeventi in programma questa settimana, potete indicarne qualcuno particolarmente significativo o originale?

 

L’iniziativa si articola attraverso una serie di geoeventi – escursioni, conferenze, esposizioni, visite museali, convegni, laboratori, incontri enogastronomici, eventi divulgativi scientifico-musicali – ognuno dei quali ha un suo aspetto significativo e originale, tanto da soddisfare qualsiasi interesse o curiosità. Ci rimane quindi difficile promuoverne alcuni rispetto ad altri.

 

(Michele Orioli)



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