BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GPS/ Traffico aereo più fluido, grazie a “Galileo”

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Qualche giorno fa sono entrati con successo in orbita due nuovi satelliti artificiali del sistema GPS “Galileo” in corso di sviluppo da parte dell’Unione europea. Quando sarà completa, verso la fine del 2014, la “costellazione” di questo sistema sarà costituita da ben 30 satelliti equamente distribuiti su tre piani orbitali, con tre diverse inclinazioni rispetto al piano equatoriale. Galileo fornirà una copertura globale e una precisione superiore a quella del noto sistema GPS americano, che benché a disposizione di tutti fin dal 1985 (almeno nella sua versione a minor precisione) è pur sempre rimasto sotto diretto e unico controllo degli americani (analogo discorso vale per il sistema russo Glonass).

Come è noto le applicazioni, militari e civili, del sistema GPS sono ormai molto numerose. La precisione e l’affidabilità richieste da alcune di esse, in particolare quelle legate alla navigazione aerea e alla sicurezza del traffico terrestre e marittimo, sono però particolarmente stringenti, e richiedono precisioni e ridondanze tali da rendere necessaria l’integrazione con i segnali di altri satelliti artificiali. In effetti, il sistema globale di navigazione GNSS, che integrerà sistemi europei, americani e russi, quando sarà attivo utilizzerà quattro sottosistemi a terra per la correzione dei segnali GPS primari, uno per ognuna delle quattro macroaree geografiche in cui è stato suddiviso il globo.

L’area Europa-Nord Africa-Nord Atlantico farà capo al sottosistema Egnos (European Geostationary Navigation Overlay System) che per il momento è solo in parte operativo. Egnos utilizza non solo i satelliti della costellazione Galileo, ma anche tre satelliti geostazionari (posti cioè in un’orbita geosincrona, a circa 36.000 km di altezza): Inmarsat AOR-E, (che copre la regione oceanica atlantica est), Inmarsat IOR-W (che copre la regione oceanica indiana ovest) e Artemis (usato come riserva). Questi ultimi generano dei segnali di “correzione” dei segnali GPS che consentono di ridurre l’errore di rilevamento della posizione dei velivoli a circa un metro (ed anche a valori minori per applicazioni stazionarie).

In sostanza, tramite questi satelliti si implementa una tecnica di tipo “differenziale” (DGPS, con molti limiti già utilizzata fin dai primordi dei sistemi GPS) per aumentate la precisione dei rilievi di posizione: si sfruttano cioè le posizioni note di alcune stazioni fisse di terra per correggere le imprecisioni rilevate nei segnali in arrivo dai satelliti. Ciò è possibile tramite una complessa rete costituita da 37 stazioni Rims (Ranging and Integrity Monitoring Stations) per il controllo della qualità del segnale; da 5 stazioni Cfp (Central Processing Facility) nelle quali i segnali vengono elaborati e da 6 stazioni Nles (Navigation Land Earth Station) dove essi vengono misurati. Esistono inoltre 4 Mcc (Mission Control Center) per il coordinamento complessivo del sistema.

 



  PAG. SUCC. >