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MANAGEMENT/ L’indiano che aiuta le aziende a non inciampare nei vincoli

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Beh sì, c’è dell’altro e riguarda proprio il fatto che la TOC non è solo teoria ma modalità di gestione, anche quotidiana. Abbiamo già detto che bisogna trovare il modo con cui sfruttare il vincolo e il più ovvio è quello di non fargli mai mancare la roba: quindi bisogna fargli trovare un polmone (buffer, in inglese) che lo protegga da questo pericolo. Nel caso della distribuzione, il buffer è fatto di scorte e nel caso di produzione e dei progetti è fatto di tempo. C’è un modo di gestire il buffer che rende il manager sempre avvertito, prima che si verifichi il danno, che la situazione sta diventando pericolosa ed è richiesto il suo intervento. Siamo ben lontani dal reporting normale un mese per l’altro, dove al massimo si può piangere sul latte versato.

 

Per quanto riguarda la distribuzione è chiaro. Ma sulla produzione, sui progetti, sul resto delle funzioni aziendali cosa dice la TOC?

 

Come forse si è intuito, la TOC è soprattutto un modo di pensare e come tale è applicabile a tutte le situazioni aziendali (c’è una scuola che lo estende anche a situazioni fuori dalla azienda). Un modo di pensare non vuol dire somiglianza nelle soluzioni. Il vincolo in un progetto ha una natura diversa dal vincolo in produzione e la soluzione individuata non somiglia affatto a quella della distribuzione. Le soluzioni per produzione e progetti sono quindi diverse e affascinanti. Bisognerebbe dedicare loro un’altra intervista. Anche altri ambiti aziendali sono stati coltivati dalla teoria: il marketing, le vendite, i rapporti umani. Ad esempio, immagino che lei non sappia nulla della “mafia offer”, eppure...

 

(a cura di Michele Orioli)



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