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SPAZIO/ In "diretta" dalla nube che precipita nel buco nero al centro della Via Lattea

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La nube G2 deformata dal buco nero Sgr A* come previsto da una simulazione (ESO)  La nube G2 deformata dal buco nero Sgr A* come previsto da una simulazione (ESO)

In molti avranno già sentito parlare dei buchi neri, forse in qualche storia di fantascienza, ma solo in pochi sanno che si tratta di oggetti reali studiati dalla scienza contemporanea, specialmente dall'astrofisica, che ha dimostrato la loro effettiva esistenza. In particolare, un programma osservativo che dura da quasi vent'anni, volto allo studio delle orbite stellari al centro della nostra galassia, la Via Lattea, ha evidenziato la presenza di un buco nero (noto come Sgr A*) proprio nel cuore di “casa nostra”. All'inizio di quest'anno, in pieno svolgimento del programma, è stata infatti annunciata la scoperta di una nuvola di gas che si trova eccezionalmente vicina a Sgr A*. IlSussidiario.net ha raggiunto una tra gli scienziati che si stanno occupando dello studio di questa nuvola, Serena Arena, ricercatrice presso il Cral (Centre de Recherche Astrophysique de Lyon), per approfondire cosa sta accadendo. Ecco il resoconto del nostro dialogo con lei.

 

Serena, come è stata scoperta la nuvola di gas?

La nuvola di gas, denominata G2, è stata scoperta da un gruppo di ricercatori del Max Planck Institut für Extraterrestrische Physik a Garching (Germania). È stata osservata sia in immagini infrarosse sia attraverso spettroscopia profonda dal telescopio Vlt (Very large telescope) dell'Eso (European Southern Observatory) in Cile. Da queste osservazioni i ricercatori hanno potuto stabilire che il nuovo oggetto non è una stella, bensì una nube fredda composta da gas ionizzato e polvere con una massa pari a circa tre volte quella della Terra.

 

La nuvola è ferma o si muove?

G2 sta precipitando verso Sgr A* accelerando ad alta velocità lungo un'orbita fortemente eccentrica. Così come l'attrazione gravitazionale della Luna deforma la superficie dei mari, creando le maree, anche l'attrazione del buco nero sta deformando G2. Seguendo questa analogia gli scienziati parlano di “campo mareale” del buco nero. Sulla base delle ultimissime osservazioni (luglio 2012), i due oggetti si troveranno presto alla distanza minima di sole 26 ore luce: l'appuntamento è previsto per settembre 2013.

 

Quali sono le interpretazioni che sono state proposte per spiegare la sua origine?

L'origine di G2 è ancora avvolta nel mistero, ma diversi scenari sono già stati proposti. Un possibile scenario è la formazione in situ, dovuta a collisione tra i forti venti stellari emessi dalle stelle massicce che popolano la regione attorno a Sgr A*. Oppure potrebbe trattarsi dell'atmosfera diffusa che avvolge una sorgente di tipo stellare (come per esempio una nebulosa planetaria o addirittura un disco protoplanetario in evaporazione). O ancora, G2 potrebbe essere il risultato della collisione tra un buco nero gigante e uno stellare. Secondo un'altra ipotesi infine, G2 costituirebbe la parte anteriore di un anello più esteso, originariamente prodotto dall'esplosione di una Nova, e ormai deformato dalle maree di Sgr A*.

 

In che modo possiamo testare le previsioni delle diverse interpretazioni?



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