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ANNO DELLA FEDE/ Il bosone e quella domanda di infinito

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A ben vedere nella società attuale appare evidente la necessità di un confronto con la religione e il richiamo alla dimensione spirituale è ben presente, anche se Dio sembra sempre più assente e la società occidentale ormai del tutto secolarizzata e caduta in una “desertificazione spirituale”, come Benedetto XVI ha sottolineato in occasione dell’apertura dell’Anno della Fede. In realtà, la ricerca di Dio e le domande esistenziali sono sempre vive in ogni uomo e, alla base di ogni attività o progetto, c’è la speranza di trovare quella piena soddisfazione che solo l’infinito di Dio può colmare. E, come è accaduto in questo caso, il rischio è che nella confusione e forse nella carenza di formazione, si cerchi o si speri di trovare la risposta alla domanda su Dio dove in realtà non può essere. 

In quest’epoca di destabilizzazione e di smarrimento, di forti cambiamenti a livello mondiale, il timore per il futuro aumenta e ciascuno di noi lo può avvertire quotidianamente. La religione è così chiamata in causa in diversi modi e riemerge fortemente la necessità di recuperare la dimensione spirituale che l’uomo ha trascurato a vantaggio di quello che è terreno e materiale e che, per quanto sia bello e buono, non la potrà mai sostituire o annullare. Per affrontare la crisi dell’inizio del secondo millennio − che non è soltanto economica, ma anche etico-antropologica e spirituale − e i mutamenti sociali e culturali sempre più rapidi, è tanto necessaria quanto urgente una nuova riflessione che aiuti a orientarsi nel contesto odierno. È quindi importante aprire un campo di lavoro interdisciplinare che, con un approccio trasversale, fornisca delle chiavi interpretative della realtà nel suo complesso. 



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COMMENTI
30/10/2012 - Bosoni, domande d'infinito e cattolico 'medio' (CARLA VITES)

Con l’inizio dell’Anno della Fede il Papa ci porge una sfida in grande stile. Quale essa sia lo chiarisce molto bene il Patriarca di Venezia, Moraglia, nel suo intervento al Sinodo. Dice: “non di rado il cattolico di oggi vive una sorta di complesso di inferiorità nei confronti della modernità e postmodernità per un personale non risolto conflitto tra fede e ragione: il silenzio del cattolico medio nel dar ragione della sua speranza, è fragorosissimo”. Se, da un lato, è quanto mai fondamentale un rilancio della Catechesi, prosegue il porporato, supportata da un’amicizia con la ragione, capace di legittimare veramente la plausibilità della scelta cristiana, dall’altro, occorre che la fede non si riduca ad una ‘fede-fai- da- te’ semplicistico, rilanciando il Catechismo della Chiesa Cattolica per quello che esso è: il luogo dove “è custodito il Kérigma, l’annuncio centrale e dirompente della fede, cosicché i contenuti della fede rendano reale la conversione dell’esistenza” (Benedetto XVI).