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AMBIENTE/ Il pallone della Bicocca vince il derby del particolato

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Il pallone prima di prendere il volo  Il pallone prima di prendere il volo

Un apparato come quello messo in azione dagli scienziati della Bicocca è un modo efficace per raccogliere i dati significativi: si va a misurare la dispersione punto per punto. L’importanza di dati così precisi è accentuata dal fatto che si tratta di fenomeni particolarmente complessi: «Non è solo un problema di concentrazione o diluizione: siamo in presenza di un meccanismo non lineare», chiosa Ferrero. «È ben noto, dalle cronache ambientali, il problema del minaccioso particolato secondario, che si origina dai precursori gassosi: se questi sono concentrati in volumi minori, le velocità di reazione sono maggiori e quindi la produzione di secondario aumenta». Il gruppo di Bolzacchini ha studiato anche le proprietà di queste particelle e i vari processi di sedimentazione, coagulazione, aggregazione; si cerca di capire come variano le proprietà chimiche e fisiche con al quota: le particelle in atmosfera, infatti, interagiscono con la radiazione solare e tale interazione produce esiti diversi a seconda delle differenti  caratteristiche della particella.

Queste misure poi vanno ad integrarsi con le osservazione condotte dal satellite (nel loro caso il MODIS, della piattaforma Terra-Acqua della Nasa, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana) che, a differenza delle centraline, offre una visione completa e consentono di creare delle mappe di concentrazione al suolo molto dettagliate.

Come si è detto, l’attività proseguirà oltre Milano e il team si sposterà, con i suoi palloni e la sua strumentazione, verso il centro della pianura padana, in zone rurali, quindi ben diverse da quelle metropolitane. Sono già iniziate misure anche al centro Italia, nella conca ternana, che ha un’orografia simile a quella padana e quindi permette utili confronti dai quali dedurre la definizione di proprietà generali.

E gli studi proseguono anche al Polo Nord: anche lì hanno iniziato a studiare profili verticali. Lo stesso Ferrero è reduce dal Polo, dove ha partecipato alla Campagna Artico 2012 presso la Base Dirigibile Italia tra giugno e luglio. «In quel caso l’interesse è studiare come le particelle disperse, interagendo con la radiazione solare, modificano i cosiddetti budget radiativi e influenzano i processi di cambiamenti climatico, quindi favoriscono un raffreddamento o un più temuto riscaldamento», ha concluso Ferrero.

 

(Michele Orioli)



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