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SCOPERTE/ Sembra polvere, ma è l’ideale per la compressione dei gas

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I nuovi materiali innovativi, brevettati dall'Università di Milano Bicocca, in forma di polvere  I nuovi materiali innovativi, brevettati dall'Università di Milano Bicocca, in forma di polvere

La crescita dei prezzi della benzina e la necessità di ridurre l’inquinamento atmosferico (minore emissione nell’aria di anidride carbonica, CO2) determina sul mercato mondiale una espansione di veicoli a gas naturale (GNC = gas naturale compresso e GPL = gas petrolio liquefatto) con un picco di produzione e vendita ben evidente nel 2008. Attualmente nel settore automobilistico si sta cercando di migliorare la prestazione delle auto alimentate con sostanze che generano meno inquinamento, come metano e idrogeno. L’intento principale è quello di abbassare i costi di produzione e di vendita, ma soprattutto è quello di migliorare l’efficienza e la sicurezza del mezzo.
La limitata autonomia e l’alto livello di esplosione di un auto a metano sono sicuramente i due elementi salienti a cui rivolgere l’attenzione nell’innovazione tecnologica del settore. Nel bagagliaio di vetture di medie dimensioni, infatti, lo spazio occupato dalla bombola di GNC è molto più grande rispetto al serbatoio contenente i combustibili liquidi (GPL) e inoltre la quantità di gas immagazzinato è notevolmente minore. Attualmente tutto questo può essere superato grazie alla scoperta fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca.
Il gruppo, coordinato dal professor Piero Sozzani del Dipartimento di Scienze dei Materiali, ha brevettato due sostanze innovative, capaci di comprimere il volume dei gas. Da un progetto finanziato dalla Regione Lombardia e dalla stessa Università Bicocca, denominato H2-Ecomat, il gruppo di ricercatori italiani ha realizzato un modo per immagazzinare grandi quantità di gas a pressione più bassa (30 - 80 atm in meno rispetto alle attuali metodologie di liquefazione) diminuendo la pericolosità e riducendo lo spazio occupato dal gas. Perciò a breve si potranno utilizzare serbatoi e bombole, contenenti gas naturali compressi, di piccole dimensioni, di peso ridotto e con un minimo rischio esplosivo grazie all’impiego dei due materiali brevettati dal gruppo di Sozzani.
Le nuove sostanze appartengono a due categorie di materiali: una dei materiali sintetici iper-reticolati (MIR) e l’altra di quelli porosi di origine biologica (MPOB). La loro natura porosa li rende simili alle spugne e attribuisce loro la capacità di assorbire gas inafferrabili come idrogeno (H2), metano (CH4) e anidride carbonica (CO2). Questi materiali, quindi, sono innovativi poiché posseggono un elevato grado di porosità, che dà loro la capacità di compattare i gas in un ambiente chiuso: riescono a comprimere in un solo grammo più di 5000 m2 di gas abbassandone la pressione. La loro peculiarità è di possedere l’aspetto di una semplice polvere, ma con le proprietà tipiche delle nanospugne microporose. 



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