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ROBOTICA/Una corazza elettronica sostiene la ripresa dei paraplegici

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Dimostrazione dell'utilizzo dell'esoscheletro alla fiera Robotica 2012 a Milano  Dimostrazione dell'utilizzo dell'esoscheletro alla fiera Robotica 2012 a Milano

Ed è proprio la riabilitazione il campo dove meglio si possono vederne i vantaggi: si sta constatando che la riabilitazione assistita da un esoscheletro diventa più efficace e in alcuni casi porta a situazioni di recupero delle facoltà motorie prima impensabili. Ormai Ekso è utilizzato in una quindicina di centri di riabilitazione del mondo; tra questi, primo in Europa, c’è l’Istituto Prosperius Tiberino di Umbertide (Perugia), dove da alcuni mesi l’esoscheletro Esko è entrato in funzione dopo una fase di addestramento del personale specializzato.

Come ha dichiarato il professor Paolo Milia, responsabile dell’area neurologica del Prosperius, che è intervenuto anche a un convegno in Fiera: «L’obiettivo nel 2013 è quello di poter applicare la tecnologia anche ad altre patologie, per esempio migliorare la riabilitazione dell’ictus, del Parkinson e tutte quelle patologie demielinizzanti, ma soprattutto ai malati di sclerosi multipla. Poi si spera di fare lo step successivo, ovvero nel 2014 contiamo di mettere in pratica un modello per l’utilizzo domiciliare, così che ognuno possa essere autonomo».

L’azienda americana nel frattempo continua a migliorare le prestazioni del sistema, raccogliendo anche le indicazioni che provengono dalle prime applicazioni nei contesti più diversi. Quella mostrata a Milano è una versione aggiornata appena lanciata, con opzioni che consentono ai pazienti di gestire con maggiore autonomia e controllo l’esoscheletro, progredendo gradualmente. Il nuovo Ekso è dotato inoltre di EksoPulse, un monitor collegato alla rete wireless che raccoglie dati durante l’uso dell’esoscheletro, fornendo preziose informazioni ai medici.

In prospettiva, come segnala Miguel A.L. Nicolelis sull’ultimo numero de Le Scienze, c’è la possibilità che, ad esempio, una persona paraplegica riesca a controllare il funzionamento dell’esoscheletro che “indossa” inviandogli segnali captati con appositi sensori dalla superficie della corteccia cerebrale. Un test particolarmente eloquente potrebbe essere proiettato in mondovisione durante la Coppa del Mondo di calcio del 2014 in Brasile se, come preannuncia Nicolelis, un disabile adolescente con un esoscheletro realizzato nel laboratorio di neuroingegneria della Duke University, darà il calcio di inizio alla cerimonia di apertura.



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