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PLANCK/ Ecco il “ponte” dove si scontrano le galassie

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Immagine del gas diffuso (in arancione) ottenuta da PLANCK sovrapposta all’immagine dei singoli ammassi ottica ottenuta con telescopi da Terra. L’immagine è confrontata con la Luna piena per mostrare le dimensioni del “ponte” nel cielo.  Credit: Effetto SZ (arancio): ESA & PLANCK Collaboration; immagine ottica: STScI Digitized Sky Survey  Immagine del gas diffuso (in arancione) ottenuta da PLANCK sovrapposta all’immagine dei singoli ammassi ottica ottenuta con telescopi da Terra. L’immagine è confrontata con la Luna piena per mostrare le dimensioni del “ponte” nel cielo. Credit: Effetto SZ (arancio): ESA & PLANCK Collaboration; immagine ottica: STScI Digitized Sky Survey

Il mezzo diffuso e caldo tra questi due ammassi produce anche una debole emissione nei raggi X, le cui tracce erano state osservate circa una decina di anni fa dal satellite per astronomia X, XMM-Newton, al limite delle capacità dello strumento. Gli scienziati di PLANCK hanno sfruttato l’emissione X di questa struttura, combinando i loro dati con quelli di archivio del satellite tedesco ROSAT (il più sensibile finora a emissione X di bassa brillanza superficiale) per misurare la temperatura del gas nel ponte, che risulta essere più elevata di quanto aspettato e paragonabile a quella dei due ammassi: circa 80 milioni di gradi.

L’origine del gas nel “ponte” tra Abell 399 e Abell 401 è però ancora dibattuta: potrebbe trattarsi di WHIM scaldato a così alte temperature dagli effetti dell’interazione ma anche di gas che in precedenza si trovava all’interno degli ammassi, così come di una miscela dei due. Ulteriori analisi di questo e di altri promettenti candidati saranno necessarie per distinguere tra queste ipotesi.

Quest’osservazione conferma l’abilità di PLANCK, già testimoniata da diversi lavori, nell’osservare il gas diffuso degli ammassi di galassie anche nelle regioni di più bassa brillanza superficiale, fino ai loro estremi e oltre. 



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