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AMBIENTE/ Quei paradisi perduti nei Parchi d’Italia

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Nel 2012 si è appena conclusa (22/25 ottobre) la conferenza mondiale di Europarc a Gent in Belgio, nella quale sono stati discussi argomenti scientificamente rilevanti, con una accuratezza di punti di osservazione e con il preciso intento di collegare la natura con la natura, le persone con la natura, gli affari con la biodiversità e la politica con la pratica. In altre parole: ricollegare la società con la biodiversità. I temi trattati nei vari seminari sono stati: “Agriculnature”, ossia la valutazione dei conflitti tra natura, gestione della terra, e agricoltura, per la protezione della biodiversità, mentre si impone un continuo aumento della produzione agricola per soddisfare il bisogno di nutrizione.

 

E’ abbastanza facile ritenere che la produzione di cibo generi maggiori benefici economici rispetto alla conservazione delle aree protette, ma, per altro verso, va osservato che queste superfici sono un ambiente sicuro per gli insetti impollinatori, i quali, a loro volta, garantiscono le redditività dell’agricoltura europea. Un altro argomento interessante toccato dalla Conferenza è stato l’incontro con il mondo infantile e adolescenziale, sempre più catturato dai giochi elettronici al computer e sempre meno presente in un contatto diretto con la natura. Le cause sarebbero da ricercare in una sorta di “abbandono” obbligato da parte dei genitori, che lavorando l’intera giornata, non riescono ad occuparsi della loro educazione, lasciando al mondo digitale e mediatico il compito di costruire la loro personalità e il loro carattere.

 

In questo modo i ragazzi sono privati della conoscenza del mondo reale, quello della natura, in particolare, capace di trasmettere un impatto straordinario sulla loro sensibilità e sulle loro capacità intuitive a fronte di quello che osservano: è una sorta di “crescere denaturato”. Non poteva certamente mancare uno spazio di discussione sul rapporto tra affari e natura, per evidenziare, in un periodo di crisi come l’attuale, la riduzione nei bilanci pubblici delle sovvenzioni per la conservazione della natura. Ad esempio, sono state presentate delle proposte per incrementare la partecipazione finanziaria delle imprese commerciali, anche attraverso il loro coinvolgimento responsabile, nella protezione delle aree naturali.

 

A Milano e a Roma, ad esempio, i privati possono assumersi la responsabilità di gestire degli spazi verdi pubblici. Un ulteriore aspetto trattato che mi trova molto interessato è intitolato “La natura in mente”, perché sottolinea come la natura possa influire sullo stato d’animo e sull’umore delle persone, anche solo con una breve passeggiata nel Parco o in un luogo silenzioso dove la natura sia l’espressione vitale dominante.



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