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GEOLOGIA/ Un’estate di San Martino durata 5 milioni di anni

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Tuttavia, durante questo periodo furono più ospitali le zone alle alte latitudini che, infatti, sono caratterizzate da maggiore abbondanza e varietà di reperti fossili. Come spesso accade nel mondo scientifico, l’interessante scoperta del gruppo di Sun suscita anche delle importanti domande. Innanzi tutto, cosa causò quel riscaldamento elevatissimo? Gli autori ipotizzano che sia derivato da un incontrollato aumento di gas serra in atmosfera, a causa di un’attività vulcanica molto intensa e della moria di organismi provocata dall’estinzione di massa. Gli organismi, infatti, sottraggono carbonio all’atmosfera per utilizzarlo nei processi vitali; successivamente, quando un organismo muore, la decomposizione rilascia CO2 e CH4 che riportano il carbonio in atmosfera. Si crea così un ciclo attraverso cui il carbonio viene costantemente scambiato tra atmosfera e biosfera. Una moria di massa comporta uno squilibrio in questo ciclo, provocando un rapido rilascio di carbonio dai corpi morti che non viene più riutilizzato e si accumula in atmosfera, aumentando di conseguenza l’effetto serra.

Questa ipotesi, per quanto plausibile, necessita di verifica perché il ciclo del carbonio è complesso e altri fattori avrebbero potuto entrare in gioco. In particolare, occorre chiarire quali meccanismi abbiano consentito di mantenere elevata la concentrazione di CO2 atmosferica per circa 5 milioni di anni, perché in un arco di tempo così lungo il carbonio verrebbe sottratto dall’atmosfera e immagazzinato nelle rocce e nei suoli tramite i processi di alterazione.

Un’altra importante domanda è: quanto è probabile che un evento simile possa riaccadere? Negli ultimi 550 milioni di anni le estinzioni di massa sono state qualche decina e quella tra il Permiano e il Triassico è stata la più drammatica. Di conseguenza, che un evento con effetti così devastanti possa ripetersi è una possibilità che c’è, ma è alquanto remota.

Infine, è possibile paragonare il grande riscaldamento dell’inizio del Triassico con quello che sta avvenendo attualmente? I tempi di questi due eventi hanno ordini di grandezza molto diversi (milioni rispetto a centinaia di anni), quindi è chiaro che non si possono confrontare direttamente. Inoltre, occorre considerare che 250 milioni di anni fa la Terra era molto diversa da quella attuale: le forme di vita erano più primitive e i continenti erano tutti uniti in un'unica grande massa, chiamata Pangea. Ciò implica che gli ambienti costieri, dove l’attività biologica è più fervida, erano molto più limitati di oggi, mentre l’area equatoriale, che oggi è particolarmente umida, era molto arida a causa della diversa circolazione atmosferica e oceanica. Queste particolari condizioni, pur non essendo state la causa scatenante, hanno sicuramente contribuito ai grandi sconvolgimenti climatici 250 milioni di anni fa.

Nonostante gli eventi del passato geologico non siano direttamente confrontabili con il cambiamento climatico in corso, è fondamentale comprenderli per capire come il nostro pianeta è diventato quel mondo in grado di permetterci di vivere oggi.

 



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