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ESPERIENZE/ Un ponte stellare tra la Brianza e l’Africa

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La mostra sulle Stelle alla Card. Otunga School di Nairobi  La mostra sulle Stelle alla Card. Otunga School di Nairobi

Per la realizzazione della parte iniziale del percorso espositivo, riguardante la rappresentazione artistica e poetica della Via Lattea, hanno collaborato i docenti del Permanent Centre for Education di Kampala (Uganda): hanno inviato una interessante documentazione, poi rielaborata dagli studenti italiani, relativa ai miti e alle leggende del cielo tipiche delle tradizioni africane e non prive di spunti in sintonia con la moderna visione cosmologica scientifica.

Le ricadute di un lavoro del genere sulle scuole italiane coinvolte sono state notevoli. «Il progetto ha avuto un’incidenza sulla modalità quotidiana di studiare e di far scuola; infatti buona parte dei contenuti della mostra fanno parte dei programmi ministeriali italiani e i nostri ragazzi li hanno affrontati in  maniera più coinvolgente, in quanto lo studio dei contenuti sfociava in un obiettivo concreto: la ricerca della modalità migliore per comunicare i medesimi ai compagni africani e la realizzazione dei pannelli.  È stata anche la possibilità di sperimentare che quello che si studia non è solo per il voto, per il diploma e per la professione futura (tutte cose meritevoli) ma è utile, fin da subito, per il mondo intero».

Gli insegnanti confermano che molti studenti hanno partecipato al progetto con entusiasmo, coscienti che il loro contributo era il tassello di un mosaico cui lavoravano compagni di altre scuole e consapevoli che il frutto del loro lavoro avrebbe raggiunto, in seguito, una e poi più scuole africane. La mostra è di fatto un piccolo, ma reale contributo allo sviluppo del capitale umano nei paesi in via di sviluppo che la riceveranno. «L’incontro con la scuola di un paese in via di sviluppo – osserva la professoressa Poli - è l’incontro con una realtà dove la scuola e l’istruzione sono estremamente importanti, mentre da noi è facile perderne il senso e così tutto diventa scontato. Perché i ragazzi di questi paesi  sono così desiderosi di imparare? Che cosa ne faranno di quello che imparano? Sono state domande inevitabili, che non hanno lasciato indifferenti i nostri studenti».

 

 

 



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