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ESPERIENZE/ Un ponte stellare tra la Brianza e l’Africa

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La mostra sulle Stelle alla Card. Otunga School di Nairobi  La mostra sulle Stelle alla Card. Otunga School di Nairobi

«Prevediamo all’inizio del nuovo anno scolastico, che qui comincia a gennaio, di allestire la mostra nei locali dell’Icarus Resource Centre (ICR), un centro per l’aggiornamento degli insegnanti costruito nell’ambito di un progetto Avsi co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano», ha comunicato Paolo Sanna, cooperante di Avsi a Nairobi.

I commenti di alcuni studenti di Nairobi, suggellano in modo significativo un’esperienza che merita di essere conosciuta. «Dal lavoro sulla mostra per me è diventato chiaro che la conoscenza dell’universo e del rapporto tra noi e le stelle è pieno di meraviglia e allo stesso tempo suscita una serie di domande senza fine. La mostra potrei dire che ruota interno alla curiosità dell’uomo che non può essere bloccata anzi viene continuamente provocata da ogni nuova conoscenza. Tutti noi abbiamo bisogni che cerchiamo di soddisfare, ma che non riusciamo mai a soddisfare pienamente. I nostri bisogni sono accompagnati da domande che cercano una risposta infinita. Questo continuo tendere verso qualcosa di infinito è ciò che maggiormente mi ha colpito. Inoltre, la posizione delle stelle nella galassia e l’attività delle supernove e gli effetti gravitazionali del buco nero che contribuiscono a permettere le condizioni essenziali per la vita, sono stati per me una conferma che Dio veramente vuole che ci sia la vita sulla Terra» (Frederick O.).

E ancora: «Dopo aver percorso tutto l’itinerario della mostra, la più grande lezione per me è stata che non devo farmi bloccare di fronte a qualcosa di nuovo, dalla paura di ciò che non conosco. Quando per la prima volta mi sono imbattuto nella mostra e di fronte alla proposta di guidare i visitatori, ero abbastanza riluttante. Mi ero soffermato su alcuni termini scientifici e, poiché le materie scientifiche non sono le mie materie preferite, in un primo momento ho cercato di tirarmi fuori. Comunque Joakim Koech, il nostro Preside, e gli insegnanti hanno continuato a invitarci a cercare gli aspetti che erano di maggior interesse per ciascuno di noi e cosi ho cambiato lentamente anche il mio atteggiamento. Ho incominciato a puntare il mio interesse sui testi poetici e sulla domanda più importante della mostra: “e io che sono?”; cosi ho continuato a prepararmi mantenendo lo sguardo su questa domanda. In tal modo mi è stato possibile afferrare anche gli aspetti più specialistici e complessi che all’inizio mi sembravano troppo tecnici e difficili da capire. Ma soprattutto devo dire che ho imparato una grande lezione dall’esperienza di don Giussani descritta nel pannello 23  “il ponte sul mare”: è solo se facciamo attenzione che possiamo vedere e apprezzare ciò che ci circonda. Il mondo è bello e noi abbiamo bisogno di fare attenzione per sperimentare questa bellezza» (Ignatius J.).

 

(a cura di Mario Gargantini)


 



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