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OTTICA/ Onde retiniche: così i nostri occhi si preparano all’esperienza dello sguardo

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Non si deve al contempo dimenticare una grande differenza tra l’uomo e molti altri animali, che chi scrive sentì proprio enunciare da Boncinelli durante un seminario a Firenze. L’uomo infatti è uno degli animali che nasce più “incompleto”, meno abile, più bisognoso di protezione. Mentre molti animali cominciano a camminare e talvolta a provvedere a se stessi dopo pochi giorni, per l’uomo sono necessari molti mesi. Ma questa è anche la nostra forza, perché ci permette di essere un sistema “plastico” che impara continuamente dalle circostanze e che si sviluppa e si innova giorno per giorno.

La conclusione di Boncinelli è assai interessante: partendo dal fatto che riceviamo stimoli che formano immagini inesistenti, egli pone la sua attenzione su una domanda che ritorna inevitabilmente nel pensiero umano, da Platone ai film di Matrix: il realismo e l’esistenza di una realtà indipendente dalle nostre percezioni. Il fatto che il nostro cervello debba prepararsi allo svolgimento di un compito così naturale come il vedere mi sembra la conferma dell’estrema importanza che ha lo stretto rapporto tra la realtà fisica e la nostra percezione.

Anche se l’esistenza di una realtà fisica appare un’evidenza, essa avrebbe scarsa importanza per noi se, tramite i sensi, non potesse diventare qualcosa che conosco. I meccanismi del cervello sembrano ricondurci ancora di più all’importanza di questa energia umana che ci permette di conoscere e che Dante ricordava testimoniando che la mente umana “solo da sensato apprende ciò che fa poscia d’intelletto degno” (Pd IV, 41-42).

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