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SPAZIO/ Mentre esce dall’eliosfera il Voyager 1 scopre le “autostrade magnetiche”

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I dati relativi al campo magnetico sono finiti per diventare cruciali per l’individuazione del momento dell’attraversamento definitivo del termination shock, E ci aspettiamo che questi dati ci dicano quando entreremo per la prima volta nello spazio interstellare». La vera novità della regione che il Voyager sta attraversando non sta però nell’intensità, ma nella direzione inaspettata delle linee di forza del campo magnetico. Il Voyager 1 infatti è entrato in una zona -non prevista in precedenza- nella quale le linee di forza del campo magnetico solare si connettono a quelle del campo magnetico interstellare. Questa connessione fa sì che le particelle a più alta energia che arrivano dallo spazio interstellare possano entrare nell’eliosfera, mentre le particelle di origine solare, a più bassa energia, possano uscire verso lo spazio esterno.

 

Prima di entrare in questa regione, le particelle cariche hanno rimbalzato tutt’attorno, in tutte le direzioni, come se fossero intrappolare in percorsi locali all’interno dell’eliosfera. La regione che Voyager 1 sta attraversando si rivela dunque come una specie di autostrada per le particelle cariche. E, assicurano i ricercatori che supervisionano la missione, questa regione è ancora all’interno della bolla dell’eliosfera, perché le linee del campo magnetico non hanno ancora cambiato la loro direzione. Quindi non siamo ancora usciti dall’eliosfera, ma il comportamento del campo magnetico è fortemente influenzato dal campo magnetico interstellare, come spiega ancora Ed Stone: «sebbene Voyager 1 si trovi ancora all’interno del nostro ambiente, ora noi possiamo iniziare a comprendere cosa possa essere l’esterno, perché le particelle accelerano verso l’interno e verso l’esterno correndo su questa autostrada magnetica.

 

La nuova regione è diversa da quello che ci aspettavamo, ma dal Voyager ci siamo abituati ad aspettarci l’inatteso». Pensando alle grandi scoperte di questa fondamentali missione, dai 25 nuovi satelliti scoperti intorno ai pianeti del Sistema Solare all’attività vulcanica rilevata in alcuni satelliti gioviani, agli oceani di metano sotto la crosta ghiacciata di Europa, alle ultime scoperte sulle caratteristiche dell’eliosfera a distanze così lontane dal Sole non si può che accogliere queste ultime parole di Stone come la descrizione più adeguata della ricca e meravigliosa avventura del Voyager.



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