BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITI/Macro e micro-evoluzione: ultime news su un vecchio e (troppo?) discusso argomento

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

La scoperta, avvenuta nel 2008, dei fossili di grandi dinosauri a Zhengzhou, in Cina  La scoperta, avvenuta nel 2008, dei fossili di grandi dinosauri a Zhengzhou, in Cina

L’effetto della selezione naturale, per cui gli individui di una specie dotati di un corredo genetico (genotipo) corrispondente a un fenotipo (caratteri biologici) favorito in termini di sopravvivenza e soprattutto di prolificità cresceranno di numero rispetto agli altri provocando alla lunga un cambiamento delle frequenze geniche della popolazione, è ormai ben dimostrato.

È quella che chiamiamo micro-evoluzione, il cambiamento relativamente minore (un cavallo rimane un cavallo, un lievito rimane un lievito ma anche un ricettore fotosensibile non diventerà mai un occhio) che, attraverso piccoli e puntuali ‘aggiustamenti’ dovuti alla selezione di particolari varianti geniche corrispondenti a proteine mutate, fa sì che ad esempio si selezionino batteri resistenti agli antibiotici o si riescano a stabilire gli areali geografici di certi organismi marini sulla base di varianti dell’emoglobina particolarmente ‘adatte’ alla specifica temperatura dell’acqua.

Queste piccole modifiche non rendono ragione, se non in minima parte, della straordinaria diversità dei viventi. L’insorgere di nuove specie, il formarsi di funzioni complesse coinvolgenti l’interazione di numerose specie proteiche, l’instaurarsi movimenti coordinati di cellule e tessuti (immaginiamo ad esempio il diffondersi coerente dell’onda di eccitazione attraverso milioni di cellule del miocardio che più o meno ogni secondo per decine di anni devono dar vita allo stesso fenomeno) ci porta nel campo della macro-evoluzione; e qui iniziano i problemi. Qui la sostituzione di un singolo aminoacido in una catena proteica che per avventura dà vita a una variante con caratteristiche fenotipiche vantaggiose non sono neanche pensabili: sarebbe come pretendere di creare una versione più efficiente di un sistema operativo per computer inserendo a caso una linea di programma; anzi, è un’ipotesi molto più peregrina di questa.

Già Darwin si era accorto di questa difficoltà e infatti saggiamente non aveva formulato nessuna ipotesi sulle basi fisiche del suo modello; aveva però sottolineato la necessità di una continuità nel cambiamento, continuità che venne ripresa dai suoi esegeti che diedero vita alla cosiddetta ‘sintesi moderna’, il modello neo-darwinista che continua da circa 80 anni a dominare il pensiero evoluzionista e che ora si trova ad essere in rotta di collisione con le nuove acquisizioni della biologia molecolare. Nell’articolo uscito su Nature il 25 ottobre scorso dal bellissimo titolo “Genetics: the inner life of proteins”, il biochimico di Yale Gunther Wagner definitivamente demolisce il miraggio di migliaia di geni ognuno che ‘lavora in proprio’ e quindi singolarmente ottimizzabile indipendentemente dagli altri; visione funzionale a un’impostazione continuista che insisteva a vedere nella macro-evoluzione semplicemente una micro-evoluzione protratta per tempi molto lunghi e in condizioni di isolamento geografico per cui una popolazione poteva prendere una strada ‘indipendente’ che l’avrebbe portata prima o poi, lungo una miriade di passettini, alla ‘scoperta’ di una nuova funzione.

Era ora, diremmo, visto che i biochimici avevano già calcolato il numero astronomico di combinazioni tra proteine (attorno a 10 elevato alla 72000000 secondo la stima conservativa apparsa sulla rivista Protein Science nel 2011) di cui una sola è quella ‘prescelta’ per avere una cellula funzionante; facendo intuire una complessità così enorme da poter tranquillamente escludere ogni processo evolutivo che non si iscrivesse in una ‘canalizzazione’ generata da leggi fisiche pre-esistenti e comunque rispondenti a fortissimi vincoli legati alla struttura invariante della rete di relazioni ( e facendoci comprendere che bufala colossale sia la pretesa della creazione di una cellula artificiale).



  PAG. SUCC. >