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CERN/ Meritata pausa per l’acceleratore e superpremi per i fisici di LHC

Si chiude l’annus mirabilis di LHC. Come racconta MARIO GARGANTINI, ieri il grande acceleratore di particelle ha iniziato il periodo di chiusura annuale per le necessarie revisioni tecniche

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Si chiude, anche operativamente, l’annus mirabilis di LHC: ieri il grande acceleratore di particelle ha iniziato il periodo della chiusura annuale programmata per le necessarie revisioni tecniche (e anche per un'attenta strategia di risparmio energetico durante i mesi invernali). È stato un anno denso di risultati e di emozioni, culminato con l’annuncio della tanto attesa rivelazione del bosone di Higgs, insieme a una serie di dati che hanno spalancato interessanti scenari; un anno terminato sull’onda di nuovi record e performance che fanno ben sperare per le ricerche future. Gli esperimenti di LHC hanno raggiunto un numero enorme di collisioni rispetto all'anno precedente e agli obiettivi che si erano prefissati.

 

In particolare ATLAS e CMS, i due esperimenti che hanno catturato l’Higgs, si erano fermati a 560mila miliardi di collisioni tra singoli protoni (tecnicamente a 5,6 femtobarns inversi): ora sono giunti a un valore che migliora di circa 5 volte il risultato dell'anno precedente, superando la previsione di quadruplicare il numero di collisioni fra particelle per unità di area. Anche per quanto riguarda la luminosità istantanea nelle collisioni protone-protone il traguardo raggiunto è eccellente perché si sono prodotte 8 per 1033 collisioni per centimetro quadrato per secondo. In queste ultime settimane gli scienziati hanno anche testato la possibilità di ridurre l'intervallo di tempo tra un pacchetto (bunch) di protoni e l'altro. Finora i protoni dei fasci di LHC erano raggruppati in bunch sparati ogni 50 nanosecondi: si è tentato di dimezzare i tempi e arrivare a 25 nanosecondi. Da oggi comunque i fasci di particelle sono fermi; ma gli scienziati non sono in vacanza.

 

Il periodo di chiusura dell’acceleratore serve per preparare nuove ricerche sia nei due esperimenti di punta Atlas e CMS, sia negli altri. Come ALICE, progettato per studiare la zuppa primordiale di Quark e Gluoni che dominava i primi istanti dell’Universo, che sta pianificando di potenziare le prestazioni dell’esperimento fino a migliorare di cento volte la capacità di registrazione degli eventi di collisione.