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BREVETTO UNITARIO EUROPEO/ Italia e Spagna fuori, ma per le Pmi è meglio

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In breve, è probabile che, limitatamente al mercato italiano, si aprano spazi di libera impresa e concorrenza non presenti negli altri paesi UE. Al tempo stesso, per quanto riguarda i mercati esteri, la posizione delle nostre imprese è esattamente la stessa che si aderisca o meno. Tutto ciò è conseguenza del fatto di essere i soli (o quasi) ad essere rimasti fuori.

Anche dal punto di vista di una semplice difesa dell’italiano (per quanto anacronistica essa possa essere nel campo del linguaggio tecnico) non c’è ragione di aderire: le imprese straniere che vogliono protezione in Italia saranno così tenute a tradurre il loro brevetto in italiano, trovandosi di fronte ad una barriera linguistica analoga (anzi, maggiore: è certo più “esotico” dover tradurre in italiano che in inglese) a quella che devono fronteggiare le nostre imprese per difendere le proprie innovazioni all’estero.

Allo stato attuale – cioè a giochi fatti, senza poter più influenzare in alcun modo il processo legislativo - all’Italia non conviene affatto aderire al brevetto unitario (per di più tornando sui propri passi con la coda tra le gambe). È realmente incomprensibile con quali motivazioni i vertici di Confindustria, commentando a caldo la notizia delle votazioni del Parlamento Europeo, abbiano esortato all’adesione. Molto meglio stare fuori, osservando con attenzione quanto succede. Visto che è sempre possibile decidere di aderire, è certamente più intelligente prendersi il tempo per valutare se, come e quando valga effettivamente la pena di farlo. È probabile che stando fuori si manifestino vantaggi per le nostre piccole e medie imprese: se così fosse, perché mai non approfittarne?

 

Corte unitaria dei brevetti

Tutti i Paesi UE – anche Italia e Spagna - hanno aderito al progetto. La nuova Corte sarà competente per il brevetto unitario, ma anche per il brevetto europeo per il quale siano designati Stati membi dell’UE (per questo motivo ha senso ed è rilevante che partecipino Italia e Spagna). Visto che è comunque necessaria la ratifica dell’accordo internazionale, è meno sensato sbilanciarsi in previsioni approfondite.

L’architettura della Corte è complessa e risente non poco della necessità di trovare un compromesso ad ogni costo. Un esempio su tutti: la sede dell’istanza d’appello (ad ospitare la quale l’Italia aveva candidato Milano). La corte d’appello sarà di fatto spezzata in tre: la sede principale sarà a Parigi, ma importanti settori tecnici saranno affidati a sedi distaccate, rispettivamente a Londra e Monaco di Baviera. (Come non immaginare conflitti nel decidere concretamente dove saranno trattati i casi con profili di interdisciplinarità?) Sembrava impossibile escogitare qualcosa di più assurdo del Parlamento Europeo diviso tra Bruxelles e Strasburgo, e invece…

Ciò nonostante sembra positivo che l’Italia abbia aderito ed è realistico attendersi benefici per tutti. Qualche esempio: a lungo termine non potrà che uniformarsi in tutt’Europa la giurisprudenza in materia di brevetti. Le imprese italiane che operano anche all’estero potranno – se necessario – aggirare le lungaggini della nostra giustizia civile (e la tendenza a sottostimare il danno subito) ottenendo all’estero sentenze esecutive anche in Italia (certo, al prezzo di giocare “fuori casa”). Analogamente, le imprese estere che non osano investire in Italia anche a motivo di una tutela non soddisfacente della proprietà industriale, si troveranno maggiormente incoraggiate a farlo (questo significa, ovviamente, anche che le imprese italiane che approfittano della situazione italiana attuale, sfavorevole ai titolari di brevetto, dovranno aggiustare le proprie strategie, ma è giusto che sia così). Il mondo forense italiano – spesso e abbastanza a ragione visto come una corporazione particolarmente chiusa - sarà forse costretto ad aprirsi ad una sana concorrenza internazionale.

 

*Ogni valutazione è espressa esclusivamente a titolo personale e non rappresenta in alcun modo la posizione dell’Ufficio Europeo dei Brevetti.

 



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