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UNIVERSO/ Qualche miliardo di anni alla fine della Terra. Però poi l’energia oscura …

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Cosa ci dicono le scienze sperimentali circa il futuro dell’Universo? Le osservazioni cosmologiche hanno progredito enormemente negli ultimi 15 anni, in particolare relativamente all'espansione dell’Universo. Essa ci appare oggi dominata da una componente di energia misteriosa, detta oscura, che starebbe imprimendo un'accelerazione alla stessa espansione, in atto ormai da alcuni miliardi di anni. L'energia oscura pone una sfida molto profonda a tutta la fisica contemporanea. Infatti, la sua descrizione più semplice, che risale allo stesso Einstein, comprende l'inserimento nelle equazioni della Relatività Generale di una semplice costante, detta Costante Cosmologica.

 

Ma vari problemi affliggono questa semplice spiegazione; e sono legati alla sua grandezza. Infatti, non è chiaro come questa costante di energia sia così piccola rispetto al valore che la Meccanica Quantistica prevederebbe nell'Universo primordiale, ovvero circa 123 ordini di grandezza più bassa. Inoltre, risulta una strana coincidenza il fatto che proprio nell'era cosmologica in cui la osserviamo, questa componente stia diventando dominante rispetto alle altre forme di materia ed energia cosmologiche: se essa è appunto una Costante Cosmologica, nel passato era molto piccola rispetto alle altre forme di energia, mentre nel futuro dominerà per sempre. Entrambi questi problemi, noti fra gli addetti ai lavori come problemi della piccolezza e coincidenza, rispettivamente, sono quindi legati alla costanza e valore dell'energia oscura.

 

Essa è oggetto di intensissimo studio teorico e osservativo; quest’ultimo sta per ricevere un immenso progresso dalla prossima pubblicazione prevista per il primo quarto del 2013 dei dati del satellite PLANCK dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), che si trova in questo momento oltre la Luna ad osservare la radiazione di fondo cosmico. Tali dati costituiranno lo “sfondo”, ovvero la ricostruzione dell'Universo più lontano e antico che possiamo avere tramite osservazioni di onde elettromagnetiche. Un altro satellite dell’ESA, chiamato EUCLID e previsto per il lancio nel 2020, effettuerà una ricostruzione tridimensionale dell'Universo situato fra noi e lo sfondo osservato da PLANCK, tramite la distorsione impressa su galassie lontane e sullo stesso sfondo di PLANCK dalle componenti oscure dell'Universo, materia ed energia.



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