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INNOVAZIONI/ Dalle strisce sulla sabbia di Miami Beach al QR Code

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Un moderno QR Code (Foto: Infophoto)  Un moderno QR Code (Foto: Infophoto)

Oltre a questo problema, che necessitò complessivamente un ulteriore lavoro di ben 25 anni, compresa l’attesa per lo sviluppo della tecnologia laser e di riconoscimento ottico adeguate, Woodland dovette realizzare gran parte del lavoro senza il suo compagno dell’inizio, perché Silver morì in un incidente d’auto a soli 38 anni, senza avere la possibilità di vedere cosa sarebbe nato dalla loro intuizione. Che si rivelò epocale: la diffusione del codice a barre è infatti tale che nel nostro moderno mondo occidentale risulta ormai impossibile anche solo pensare di rinunciarvi: si stima che ogni giorno mediamente cinque miliardi di oggetti vengano riconosciuti da scanner ottici. Se non ci fosse il codice a barre, i tempi di registrazione degli articoli si dilaterebbero, ma questo non sarebbe l’unico inconveniente, perché le possibilità di errori nelle battiture a mano crescerebbe drammaticamente, con un danno soprattutto per chi gestisce i magazzini. La realtà è che i codici a barre ormai identificano pressoché tutti gli articoli e gli oggetti intorno a noi, dai vestiti ai generi alimentari, dai libri ai medicinali, ed è una rivoluzione che non accenna certo a fermarsi: esistono diversi standard di codici a barre, come il codice a due dimensioni Datamatrix, che arriva a 3.116 caratteri in un quadratino di pochi millimetri di lato, o il QR Code, leggibile dagli smartphone, che può incapsulare più di 7.000 caratteri numerici o quasi 4.300 caratteri alfanumerici. E altri se ne stanno realizzando. I 65 anni di storia del codice a barre è un successo inarrestabile, che ci dice ancora una volta che le innovazioni sono tali quando rispondono in modo semplice a un’esigenza concreta e a volte inespressa, aprendo lo spazio a un progresso tangibile e diffuso. E paradossalmente, tanto più una invenzione ha successo, tanto più tende nel tempo a “scomparire”, diventando un dato quasi ovvio.
Così è per il codice a barre, ormai per noi “invisibile” compagno di tutto quello che acquistiamo, nato per una imprevedibile circostanza, che ci insegna che quando si sta cercando la risposta a un problema, anche un piccolo gesto o un avvenimento a prima vista poco significativo possono aiutare a trovare la soluzione tanto agognata, suggerendo strade nuove e non ancora pensate. L’importante è scrutare ogni possibile suggerimento che il reale ci offre, come fece Woodland, scrutando il mare, comodamente assopito sulla sua sedia da spiaggia.



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