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2013 ANNO DELL’ACQUA/ Controllo delle risorse idriche: chi partecipa e chi no

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Come in altri settori, in Italia questa attività è ben avviata: esistono non solo le competenze, ma anche i programmi (Piani di Tutela delle Acque) in alcuni dei quali è stata introdotta una serie di obiettivi raggiungibili se l’impegno economico indispensabile potrà essere di sostegno. Si mira soprattutto a fare in modo che la consistenza delle riserve idriche sia continuamente monitorata e indirizzata a mantenersi entro limiti idonei a garantire la sostenibilità dei consumi dell’acqua, concetto che significa sostanzialmente condizionare lo sfruttamento delle riserve idriche in modo che non sia né eccessivo, né insufficiente in relazione alle necessità dello sviluppo socioeconomico.

Su questa linea ci si muove oggi a livello internazionale, per arrivare a ottenere i risultati attesi dall’anno della cooperazione mondiale per l’acqua. Effettivamente, è il costo economico di questo controllo l’aspetto basilare delle iniziative di cooperazione internazionale. Senza una limitazione delle spese, sarà impossibile per molte nazioni partecipare.

Si è comunque messo a punto un sistema per monitorare sia l’umidità del suolo, fondamentale per l’agricoltura, sia l’entità dell’alimentazione degli acquiferi, che è uno dei parametri fondamentali del bilancio idrico. L’Esa (Agenzia spaziale europea), in collaborazione con l’Università di Vienna, ha costruito il primo dataset globale dell’umidità dei suoli. Il dataset globale dell’umidità del terreno è stato costruito utilizzando le osservazioni da sensori satellitari e copre un periodo di 32 anni (1978-2010). È stato anche messo a punto un programma che, via satellite, permette di valutare l’infiltrazione di acqua nei suoli, quindi di valutare i volumi di acqua che alimentano gli acquiferi.

È evidente che una migliore conoscenza delle variazioni nel corso dell’anno dell’infiltrazione e dell’umidità dei suoli, collegate con la conoscenza della distribuzione delle temperature al suolo e degli afflussi dalle piogge - che sono oggetto di rilevazione da parte delle stazioni meteorologiche - potrà permettere di acquisire una conoscenza relativamente poco costosa di quanta acqua si infiltra nel terreno alimentando le falde.

Sono già in atto a scala nazionale e mondiale studi per la valutazione degli afflussi delle acque infiltrate verso i corpi idrici ricettori (fiumi, laghi, mare). Tali dati possono essere acquisiti solo attraverso misure sui pozzi e piezometri e agli idrometri, che devono però essere oggetto di elaborazioni e calcoli per ottenere i volumi d’acqua affluenti. Queste valutazioni permettono di conoscere quanta parte delle acque che pervengono ai corpi idrici ricettori viene dalle piogge direttamente, o dalle falde, e consentono di stabilire come intervenire quando si manifestano anomalie gravi.



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