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2013 ANNO DELL’ACQUA/ Controllo delle risorse idriche: chi partecipa e chi no

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È chiaro che il sistema di controllo deve essere avviato quanto prima, perché consente un dialogo basato su valori attendibili fra le parti in causa; è peraltro evidente che non può non essere eseguito uno sforzo per l’acquisizione di nuove fonti di alimentazione. In tal senso, l’acqua affluente verso il mare ha una fondamentale importanza, in quanto mescolandosi con le acque marine perde la sua potabilità ed è quindi conveniente sapere dove e come intercettarla senza creare squilibri (ad esempio, sottrarre acqua dolce alle aree costiere implica l’intrusione di acqua salata nella costa, compromettendo la qualità delle acque potabili).

Dal 1996 circa sono in atto studi per comprendere come intervenire in questo settore, che si preannuncia interessante stando al fatto che oltre cento miliardi di metri cubi/anno di acqua di falda (quindi potenzialmente di buona qualità) tendono a fluire in mare. La stima di questi quantitativi e delle tecniche per l’intercettazione delle acque di falda affluenti a mare non è particolarmente costosa, basandosi prevalentemente su misurazioni piezometriche, su dati di prelievo e su calcoli.

Un campo molto promettente, ma che richiede maggiori investimenti, è quello dello sfruttamento degli acquiferi inesplorati, cioè quelli profondi; la ricerca coinvolge uno sforzo paragonabile per metodologie a quello della ricerca petrolifera e rappresenta sicuramente una via da percorrere, per ora tuttavia preclusa alle nazioni in via di sviluppo.

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