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PROTAGONISTI/ Carlo Erba: dal retrobottega dello speziale di Brera alla multinazionale

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Archivio Carlo Erba, fondo Pighini  Archivio Carlo Erba, fondo Pighini
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È interessante ripercorrere alcuni dei passi fondamentali che hanno portato l’industria farmaceutica a ciò che è oggi. Ci sono voluti secoli per arrivare a comprendere come agiscono i farmaci e come crearli: è stato un processo complesso che ha visto un momento decisivo con l’avvento della chimica alla fine del Settecento e poi un’accelerazione che ha portato al farmaco come lo conosciamo oggi. Per secoli, le sostanze curative sono state selezionate senza conoscere le cause precise delle malattie, né i veri oggetti della terapia: si procedeva per prove ed errori, basandosi su osservazioni empiriche, tradizioni, credenze e teorie filosofiche. Con la chimica, in stretta alleanza con la medicina e le antiche conoscenze, nel giro di due secoli si è arrivati a debellare malattie incurabili; anche se solo nel 1910 il medico tedesco Paul Ehrlich è riuscito a svelare come funziona davvero un farmaco.

Quanto alla produzione, per secoli le farmacie hanno confezionato artigianalmente le singole dosi dei medicinali da vendere, con pochi attrezzi a disposizione, come gli stampi per compresse o per supposte. A metà dell’Ottocento, Carlo Erba e altri farmacisti cominciano ad applicare le novità nel campo della meccanica e delle fonti di energia, come vapore e poi elettricità, per rendere il processo sempre più veloce, economico e standardizzato.

L’ottimizzazione della produzione aumenta la quantità e la qualità dei medicinali disponibili per la popolazione, mentre l’espansione del mercato contribuisce a stimolare la ricerca di nuove preparazioni. Tra Ottocento e Novecento, si moltiplicano le scoperte e i brevetti in Europa e negli Stati Uniti. Nasce così l’industria farmaceutica moderna: un mix indissolubile di ricerca scientifica, servizio sanitario, opportunità commerciale e innovazione tecnologica.

L’Italia, tuttavia, rimane affezionata a lungo alla dimensione del piccolo laboratorio di famiglia. Ancora nel 1961, la “Carlo Erba” è una delle quattro realtà italiane con più di mille dipendenti: le restanti novecento aziende farmaceutiche nazionali impiegano meno di dieci persone.

Oggi, l’avvento dei nuovi farmaci segue un iter complesso, standardizzato e molto più lungo di quanto si pensi: dalla scoperta di nuovi principi attivi, alle fasi dalla sperimentazione, alla messa in commercio. Il tutto ricorrendo ampiamente all’apporto di diverse discipline e con l’ausilio di tutte le nuove tecnologie. Ma questioni aperte restano numerose.

 

(Michele Orioli)



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