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CONTROVERSIE/ Vita all’arsenico atto secondo: più no che sì

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Al momento della scoperta dell’arsenico nel GFAJ-1, escludendo una sua origine extraterrestre, si era rimesso in moto anche il dibattito sull’evoluzione della vita sul nostro Pianeta. Qui però bastano pochi dati per frenare speculazioni fantasiose: «Bisogna sapere che l’arsenico nella crosta terrestre è di gran lunga meno abbondante del fosforo; e questa è una delle buone ragioni per cui i sistemi viventi, nel loro cammino evolutivo, hanno preferito il fosforo all’arsenico. Quello che è certo è che la possibilità di utilizzare arsenico al posto del fosforo nei viventi, anche se dovesse verificarsi in situazioni molto limitate, non avrebbe comunque particolare rilevanza dal punto di vista evolutivo. Non penso che né oggi, né in passato organismi che sostituiscono l’arsenico al fosforo abbiamo un posto nelle dinamiche evolutive se non, nella migliore delle ipotesi, assolutamente marginale».

Ma allora, qual è l’interesse per ricerche del genere? «L’impulso che muove queste indagini è indirizzato a cercare scenari molecolari del fenomeno vita alternativi a quelli attuali. Si va alla ricerca di forme di vita inusuali e la domanda alla base di questi studi è: la vita - o meglio la costruzione dei sistemi viventi su base molecolare - che noi conosciamo è l’unica possibile o ce ne sono altre? È evidentemente un interrogativo importante nella astrobiologia, una scienza in ascesa. È peraltro un tema di ricerca senza alcuna valenza applicativa; ma la domanda è scientificamente molto interessante».

 

(a cura di Mario Gargantini)



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