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SPAZIO/ Da Colleferro in orbita: Vega completa la flotta dei lanciatori europei

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Sul piano tecnico non mancano le novità. Vega è un razzo-vettore a quattro stadi, i primi tre sono alimentati da propellente solido, il quarto è costituito da un modulo a propellente liquido; il motore del primo stadio, il P80, è un dimostratore tecnologico, progettato con tecnologie innovative come l’utilizzo della fibra di carbonio, che saranno applicate anche alle future versioni dei motori degli Ariane 5.

È stato progettato per missioni che prevedono il lancio di uno o più satelliti e la loro immissione in un’orbita circolare sincrona con il Sole a una quota di 700 chilometri. Diminuendo il carico, può aumentare la quota dell’orbita; è possibile modificare anche l’inclinazione dell’orbita rispetto all’equatore terrestre, andando da orbite polari a orbite equatoriali. In questa prima missione Vega porterà nello spazio nove satelliti dal peso complessivo di circa 700 kg in un’orbita circolare di 1450 km di altitudine e con una inclinazione di 71°, sfruttando le sue notevoli capacità nell’immettere in orbita più satelliti con lo stesso lancio.

L’interesse scientifico di questa missione è rilevante e tocca nientemeno che la Relatività Generale di Einstein. Verrà messo in orbita il LARES (LAser Relativity Satellite), una missione dell’ASI per misure relativistiche, che permetterà di raggiungere importanti obiettivi scientifici nel campo della fisica gravitazionale, fisica fondamentale e scienze della Terra. Il LARES è un satellite completamente passivo: è una sfera in tungsteno che ospita retroriflettori, grazie ai quali sarà possibile conoscerne la posizione da terra con elevatissima precisione. I dati saranno acquisiti attraverso l’International Laser Ranging Service (ILRS), una rete di stazioni di laser ranging che rende immediatamente disponibili i dati a tutto il mondo.

La teoria della Relatività Generale di Albert Einstein, teoria su cui si basa la nostra comprensione dell’Universo su grande scala, pur avendo avuto diverse conferme sperimentali, continua ad essere messa alla prova. In breve, descrive l’universo come un continuum spazio-temporale (quindi a 4 dimensioni, 3 spaziali e 1 temporale) dove la presenza di una massa incurva lo spaziotempo e il movimento delle masse (cioè dei corpi celesti) a sua volta dipende dalla curvatura dello spaziotempo.

I due filoni in cui si concentra la verifica sono la rivelazione delle onde gravitazionali e la misura sempre più accurata dell’effetto Lense-Thirring. Questo effetto descrive la distorsione dello spazio-tempo causata dalla rotazione di un corpo dotato di massa ed è stato misurato con una precisione del 10% attraverso la valutazione della variazione dell’orbita dei satelliti italo-americani LAGEOS e LAGEOS 2, misurata per mezzo del laser ranging. La messa in orbita di LARES e l’analisi scientifica dei dati da esso ottenuti permetterà di ottenere un’accuratezza dell’ordine dell’1% nella misura dell’effetto Lense-Thirring.





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